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Rassegna Stampa del Regno

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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da varanasy il Mar 12 Lug 2011 - 16:44

Shocked Shocked epperò!!!! quanta esuberanza!
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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da rextiffany il Mar 12 Lug 2011 - 17:04

Biotestamento, cosa fare adesso

di Alessandro Capriccioli (12 luglio 2011)

Marco Cappato, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni: la Camera ha appena approvato l'articolo 3 del disegno di legge sul testamento biologico, che esclude l'alimentazione e l'idratazione assistite dai trattamenti a cui si può rinunciare.

«L'articolo 3 è un dettaglio importante, ma il problema è complessivo. Quello che hanno fatto è stato approvare legge per impedire ogni possibilità di realizzare il testamento biologico nel nostro paese. L'hanno fatto coprendo di ridicolo e di assurdo la funzione stessa del Parlamento e usando la tecnica dei frati e del pesce».

Prego?
«Si dice che nel medioevo i frati, per poter mangiare la carne anche di venerdì, la "battezzassero" pesce. Letteralmente. Prendevano il maiale e dicevano "io ti battezzo pesce". E poi lo mangiavano. Nel caso del testamento biologico hanno fatto esattamente la stessa operazione».

Be', l'adagio è che all'idratazione e all'alimentazione artificiali non si possa rinunciare perché sono dei nutrimenti...
«Quella era una prima versione. Poi è stato dimostrato che al cibo si può rinunciare eccome: Giovanni Nuvoli, che fece lo sciopero della fame come risposta al fatto che all'anestesista Tommaso Ciacca fu impedito di assecondare la sua volontà come Mario Riccio aveva fatto con Welby, morì di inedia con il consenso del vescovo, della polizia, del tribunale dei medici».

E quindi?
«E quindi, siccome è evidente che uno può rinunciare alle cure, perché lo dice esplicitamente la Costituzione, ma anche al nutrimento, come Nuvoli ha dimostrato, l'unica soluzione era "battezzare pesce" l'alimentazione e l'idratazione artificiali: creando una nuova categoria chiamata "sostegno vitale" in modo da poterla immediatamente proibire».

Però il problema è complessivo, dicevi.
«Certo. Del resto, al di là di nutrizione e idratazione, le condizioni per cui secondo questo DDL si possono staccare le macchine sono pressoché assimilabili alla morte; in sintesi, si tratta di un testamento biologico che non solo restringe i casi a cui si applica praticamente a nessuno, e in più non è nemmeno vincolante. E' un testamento che nessuno farà perché non serve a niente. Se non a proibire».

Secondo te ci sono margini per ribaltare la situazione al Senato?
«I margini ci sarebbero se fossimo in una vera democrazia: basterebbe che nei giorni precedenti all'approvazione al Senato ci fossero dibattiti veri in prima serata su Rai e Mediaset, magari condotti dai principali anchormen televisivi, con un dibattito vero su questi temi».

Dici che servirebbero?
«Sai com'è: in presenza di un dibattito pubblico autentico, una legge contro l'opinione dell'80 per cento dei cittadini è difficile farla passare. Perché è questo che dicono tutti i sondaggi».

Che altro?
«Va da sé che le grandi organizzazioni della sinistra progressista, invece di avere una posizione parlamentare "mite", come dicono loro, intraprendessero una lotta. Se ci fosse mobilitazione politica vera questa legge non passerebbe mai».

Quali sono i possibili fronti per opporsi? Sei d'accordo con l'iniziativa di Ignazio Marino, che vorrebbe sottoporre la questione al giudizio referendario?
«Per quanto riguarda noi è presto detto: organizzeremo la demolizione della legge da parte della Corte Costituzionale, così come abbiamo fatto con la legge 40. Aiuteremo tutti quelli che hanno fatto un testamento biologico, come Paolo Tavasin con il suo video-testamento, a presentare un ricorso preventivo, finché possono farlo, per cautelarsi dal rischio che quando questa legge sarà in vigore venga loro impedito di realizzare la propria volontà. Quanto al referendum, Ignazio Marino farebbe bene a porsi prima il problema del suo partito...».

Ci siamo, il Pd. L'approvazione alla Camera è avvenuta a voto segreto: facendo due conti un bel gruppo dei democratici deve aver votato a favore...
«Certo. E loro sanno sicuramente di chi si tratta. D'altra parte sono loro che affidarono la presidenza della Commissione Salute a Dorina Bianchi, attualmente in forza all'ala cattolica del PdL, proprio in sostituzione di Ignazio Marino. Molti dei cattolici sono partiti per altre destinazioni, alcuni sono rimasti, ma il problema non sono loro. Anche il partito democratico americano ha tra le sua fila degli antiabortisti, ma Obama non si fa certo condizionare dai loro veti. La realtà è che i cattolici del Pd non sono un problema, ma un alibi, perché consentono al vertice di mantenere posizioni anziché intraprendere lotte: e sono solo le lotte, non le posizioni, che creano preoccupazioni al Vaticano».

Allora? C'è il margine per una mediazione o si va allo scontro?
«Il risultato della "mediazione" è quello che abbiamo davanti agli occhi, ed è fallimentare. L'unica strategia possibile è mettere in campo iniziative che impongano una risposta inequivocabile di adesione o di non adesione ai vertici politici dei partiti della sinistra italiana, ma anche alla base e ai quadri del centrodestra: perché di fronte a una lotta vera, condotta davanti agli occhi dell'opinione pubblica, neanche loro potrebbero schierarsi contro. Semplicemente perché i loro elettori sono a favore».

Scontro, quindi. Compreso il tabù dell'eutanasia?
«Questo è un altro fatto allucinante. E' allucinante che anche il Pd abbia voluto chiarire di essere "radicalmente" contro l'eutanasia, senza però poter fornire alcuna giustificazione giuridica. Semplicemente perché la fattispecie non esiste nel nostro codice penale, e quindi dire di essere contro non vuol dire niente. Allora ecco la nostra risposta: noi siamo "radicalmente" contro l'eutanasia clandestina, e quindi siamo a favore dell'eutanasia legale; e già adesso, come radicali dell'Associazione Luca Coscioni, ci impegniamo pubblicamente ad aiutare a nostro rischio e pericolo sul piano giudiziario tutte le persone che cercheranno di accedere all'eutanasia, incluse quelle forme di eutanasia che non sono legali in Italia e per le quali è necessario andare all'estero».
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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da Iaco il Mar 12 Lug 2011 - 19:37

Forse dopo il referendum di giugno non si costruiranno nuove centrali, ma l'Italia ad oggi non può certo definirsi un paese denuclearizzato. Ancora non ha finito di fare i conti con le scorie prodotte nella sue breve avventura con l'atomo, durata dal 1963 al 1990. Si stima che si aggirino attorno ai 500 milioni di euro l'anno le spese che gli italiani pagano in bolletta per lo smaltimento. E treni merci senza particolari protezioni viaggiano carichi di scorie lungo le principali dorsali ferroviarie italiane, diretti generalmente verso la Francia.

L'ultimo caso è quello riportato da un'inchiesta di Repubblica. La notte fra il 9 e 10 maggio scorso un convoglio che trasportava scorie nucleari verso il sito di Le Hague in Francia è stato fermato da un gruppo di manifestanti ambientalisti e No Tav alla stazione di Avigliana, Torino. I manifestanti sono stati in breve dispersi ed il treno ha ripreso il cammino. Un secondo viaggio era previsto per domenica scorsa, 10 luglio, ma la situazione creatasi in Val di Susa ha convinto a rimandare attorno alla metà di agosto. Era stata avanzata l'ipotesi di un percorso alternativo che passasse attraverso la Svizzera, ma gli elvetici si sono opposti: troppo pericoloso.

I convogli carichi di materiale altamente radioattivo infatti non presentano particolari accorgimenti di sicurezza. Ha spiegato Dominique Malvaud, rappresentante del sindacato dei ferrovieri Sud-Reil, che tali treni possono sopportare “un urto nei limiti dei 50 km/h e una caduta di nove metri”, mentre “nei tratti in cui passano questi treni si rischiano cadute fino a 20 metri a velocità maggiori”.

I treni sono diretti al sito francese di Le Hague, gestito da Areva, una sorta di centro di riciclo per l'uranio. Qui arrivano scorie nucleari da tutto il mondo. Le barre di combustibile esausto vengono disciolte nell'acido, i materiali che le compongono separati ed in parte usati per creare nuove barre pronte per essere riutilizzate in altre centrali. Le nuove barre vengono quindi rispedite al mittente.

L'Italia invia le proprie scorie alla Francia in base ad un accordo stipulato nel 2005 fra il ministro francese Francois Loos e l'allora ministro per lo sviluppo economico Pierluigi Bersani. È bene sapere che il nostro è l'unico paese al mondo – fra quelli ad aver avuto esperienze nel nucleare – a non aver indicato un sito di stoccaggio permanente per le scorie. Ve n'è piuttosto uno provvisorio, a Saluggia, nel vercellese. L'accordo del 2005 impegna l'Italia a trasportare in Francia entro il 2012 tutte le scorie di Saluggia e delle tre centrali che hanno ancora al proprio interno del combustibile. La Francia poi rispedirà le barre 'riciclate' e riarricchite al mittente entro il 2025.

Cosa ne farà a quel punto l'Italia delle nuove barre, non è dato saperlo. Né ci è dato conoscere il senso di mandare a riarricchire l'uranio, visto che non è prevista la costruzione di nuove centrali. Viene da pensare che già nel 2005 si programmasse un futuro ritorno all'atomo in Italia, e che ancora oggi l'ipotesi non sia stata del tutto scartata, altrimenti non si spiega il perdurare dell'accordo.

Il costo complessivo dell'operazione si aggira attorno ai 4,3 miliardi di euro. Beppe Grillo, nel suo libro 'Spegniamo il nucleare' del 2010, sostiene che i costi per i rifiuti nucleari nel 2007 abbiano raggiunto la cifra di 500 milioni di euro all'anno. Soldi che vengono addebitati sulle bollette dei cittadini, nella componente che prevede gli 'oneri nucleari'.

Per non parlare poi dei rischi per la salute. Secondo le leggi vigenti in Europa, un essere umano tollera una quantità di radiazioni di circa 2 millisievert all'anno senza danni sostanziali al proprio organismo. A parte la vaghezza del concetto di 'danno sostanziale', è bene sapere che questi treni emettono 0,2 millisievert all'ora a due metri di distanza, mentre al contatto con gli imballaggi la radioattività sale a 2 mSv/h. I treni restano fermi per delle ore nei centri di smistamento. “Ai ferrovieri francesi – spiega Malvaud – non vengono dati in dotazione nemmeno una tuta protettiva o un paio di guanti. La radioattività viene portata nelle case dei ferrovieri attraverso i vestiti che vengono usati sul lavoro”. Tutto questo avviene quotidianamente, in condizioni di normalità. Cosa accadrebbe in caso di incidente?
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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da rextiffany il Mar 12 Lug 2011 - 20:03

Tristezza
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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da varanasy il Mer 13 Lug 2011 - 10:54

http://www.liberazione.it/rubrica-file/I-nemici--li-abbiamo-in-casa--10-proposte--per-sconfiggerli.htm

I nemici li abbiamo in casa. 10 proposte per sconfiggerli




L’attacco speculativo contro l’Italia è arrivato. Se non verrà
bloccato determinerà effetti molto pesanti sulla condizione sociale del
paese: disoccupazione, ulteriore precarietà, taglio di salari e
pensioni, taglio dello stato sociale. Come abbiamo visto per quanto
riguarda la Grecia, la speculazione produce danni come una guerra e le
politiche europee non costituiscono una difesa, ma favoriscono la
speculazione. Una guerra economica scatenata dalle classi dominanti –
politiche ed economiche - contro i popoli europei al fine di cancellare
tutte le conquiste ottenute dal secondo dopoguerra in avanti, sia quelle
sociali che quelle democratiche.
La reazione a questo attacco speculativo è la proposta – caldeggiata dal
presidente della Repubblica - di unità tra tutte le forze politiche per
approvare la manovra. Si tratta di una prospettiva non solo sbagliata
ma dannosa: la manovra, come segnala anche la Cgil, non è rivolta contro
la speculazione ma contro i lavoratori e lo stato sociale.
L’approvazione della manovra, che è recessiva, aggraverà la situazione,
mettendo a disposizione della speculazione ulteriori risorse di cui
cibarsi.
Siamo quindi contro ogni forma di patto politico per approvare la
manovra e riteniamo necessario opporsi ad essa in tutti i modi al fine
di evitare la sua approvazione. Occorre costruire la mobilitazione
sociale contro questa manovra, che è solo l’inizio della stangata che
hanno programmato a livello europeo.
Per sconfiggere la speculazione è necessario fare una manovra contro la
speculazione e contro gli speculatori, cioè quei delinquenti in giacca e
cravatta che vanno sotto il nome di banchieri e finanzieri, i quali
dalla distruzione dell’economia di interi stati stanno guadagnando
barche di quattrini: i nostri.
Questa è l’elementare verità che occorre gridare dai tetti in questi giorni in cui la censura verso ogni voce fuori dal
coro è totale: per sconfiggere la speculazione occorre combattere la
speculazione, non sparare sui popoli. Questa semplice verità si basa su
una premessa: battere la speculazione è possibile. La speculazione viene
presentata come un fenomeno naturale, come una specie di tempesta
scatenata dagli dei. Gli ideologi del neoliberismo – che vanno sotto il
nome di economisti – ci presentano il capitalismo neoliberista come
fosse un evento naturale. E’ una menzogna!
La speculazione è stata volutamente resa possibile dalla
deregolamentazione di ogni aspetto dei mercati finanziari ad opera dei
governi e dei parlamenti. La forza della speculazione è stata creata da
decisioni politiche sbagliate assunte in questi anni in nome
dell’ideologia neoliberista. E può essere sconfitta a partire da
decisioni politiche che correggano gli errori del passato e costruiscano
un nuovo sistema di regole.
Non è un caso che la speculazione stia attaccando l’Europa. Solo in
Europa le classi dirigenti di centrodestra e di centrosinistra sono
state così criminali da costruire – a partire dagli accordi di
Maastricht – un sistema finanziario che consegna totalmente in mano
degli speculatori i destini delle nazioni e dei popoli. Solo in Europa
la Banca centrale non può acquistare i Titoli di debito degli stati
nazionali, obbligandoli a cercare sul mercato – cioè dagli speculatori –
le risorse necessarie a finanziarie il debito. Negli Stati Uniti la
Federal Reserve può tranquillamente acquistare – come hanno sempre fatto
le banche centrali di ogni singolo paese anche in Europa sino
all’avvento dell’Euro – i titoli del debito pubblico.
Questa è la prima proposta che avanziamo: a livello europeo si decida
che la Bce acquisti subito al tasso di interesse fissato ufficialmente
(1,5%) i titoli degli stati sottoposti ad attacchi speculativi. Questo
porrebbe immediatamente fine alla speculazione perché verrebbe a mancare
immediatamente la possibilità di speculare al ribasso. Se i governanti
europei non assumono questa posizione vuol dire che stanno dalla parte
degli speculatori e non delle nazioni che rappresentano. Invece di
finanziare gli speculatori (cioè le banche), la Bce difenda gli stati
dalla speculazione!
In secondo luogo è necessario porre da subito una tassa alle transazioni
speculative di capitale (denaro contro denaro) in modo da togliere
convenienza economica alle manovre speculative (la cosiddetta Tobin
Tax). La speculazione avviene attraverso piccolissimi guadagni
percentuali su masse enormi di denaro. Basta una piccola tassa per
togliere convenienza alla speculazione.
In terzo luogo è necessario impedire la vendita di titoli allo scoperto.
Forse non tutti sanno che nel mercato azionario italiano è possibile
mettere in vendita titoli anche se non si posseggono. Questa è una delle
modalità più utilizzate dagli speculatori per fare una speculazione al
ribasso (come quella che stanno subendo i titoli di stato in questi
giorni). In altri paesi europei – a cominciare dalla Germania – questa
pratica è illegale. Che cosa aspetta il Parlamento italiano e rendere
illegale anche in Italia questa pratica che ha l’unico scopo di favorire
la speculazione?
In quarto luogo la speculazione viene fatta direttamente dalla banche e
dai fondi che da esse dipendono. Una delle modalità è quella di tenere
“fuori bilancio” una massa sterminata di “derivati”. Si faccia una norma
che impedisca alle banche di gestire i “derivati” fuori bilancio,
riportando il complesso dell’attività finanziaria all’interno delle regole fissate e oggi completamente aggirate.
Se queste misure non dovessero bastare l’Italia deve ristrutturare il
debito, garantendo per intero i piccoli risparmiatori e allungando
unilateralmente i tempi di restituzione e le cifre da restituire alle
grandi finanziarie, cioè agli speculatori. Anche se nessuno ne parla,
l’Islanda lo ha fatto con ottimi risultati.
Le 5 proposte sopra esposte servono a bloccare la speculazione. Ne avanziamo altre 5 che rappresentano una manovra economica alternativa a quella proposta dal governo.
Si vari immediatamente una tassa sui grandi patrimoni. Una piccola tassa sui grandi patrimoni che superano il milione di euro permetterebbe di abbassare le tasse ai lavoratori, ai pensionati e di dar vita ad un reddito sociale per i disoccupati.
Si azzerino le grandi opere (dalla Tav in Val di Susa al Ponte sullo
stretto) e con quelle risorse si faccia un piano per rendere autonomo
energeticamente ogni edificio pubblico (pannelli solari su tutti i
tetti).
Si obblighino le aziende che delocalizzano a restituire i finanziamenti pubblici di cui hanno beneficiato.
Si dimezzi lo stipendio dei parlamentari e si riducano gli enti inutili
usando quelle risorse per stabilizzare i precari della pubblica
amministrazione
Si ritiri l’esercito dall’Afghanistan e si smetta di bombardare la
Libia; si riducano di un quarto le spese militari e con quei soldi si
finanzi lo stato sociale e l’istruzione pubblica.
Più pesante è la crisi e più servono scelte nette. I governanti europei e
italiani vogliono utilizzare la speculazione come scusa per distruggere
i diritti sociali e civili. Noi al contrario vogliamo mettere la
mordacchia al capitale finanziario per impedire la speculazione e
allargare i diritti sociali e civili. Questa è la posta in gioco oggi in Italia e in Europa.

Paolo Ferrero


in data:13/07/2011
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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da Iaco il Mer 13 Lug 2011 - 10:56

già...come il continuo aumento del gasolio e benzina..... Mad
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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da Iaco il Gio 14 Lug 2011 - 21:26

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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da varanasy il Lun 18 Lug 2011 - 15:49

http://www.stampalibera.com/?p=28644#more-28644



Politici e banchieri






Articolo di Ida Magli * www.italianiliberi.it
Il
sabato 9 luglio 2011 è una data che gli Italiani non debbono
dimenticare. E’ il giorno, infatti, in cui il Ministro Tremonti, senza
dare nessuna giustificazione del fatto che non paga l’affitto della casa
dove abita, ha risposto ai giornalisti che gli domandavano se avesse
intenzione di dimettersi, con una frase lapidaria: “Non mi
dimetto perché sono io che garantisco l’Italia davanti all’Europa: se
cado io, cade l’Italia e se cade l’Italia cade l’euro. E’ una catena
.”
In nessun periodo della storia d’Occidente un uomo politico, quale che
fosse la sua importanza, ha mai potuto fare una simile affermazione. Né
un conquistatore come Napoleone, né uno Zar come Pietro il Grande né un
Re come Luigi XIV, né un Imperatore come Filippo di Spagna, perché essi
rappresentavano l’immagine politica, non la dimensione concreta degli
Stati, la forza dei popoli che vi vivono. Quelle di Tremonti, invece,
per quanto terribili, non sono parole vane. La
situazione è proprio quella che lui ha riassunto nell’affermazione: se
cado io cade l’Italia e cade l’euro. In altri termini, l’Europa va in
rovina perché il potere è nelle mani di una decina di banchieri, e sono
essi a quantificarne la forza, giocandola in Borsa. Giocatori che
soltanto la penna di Dostojewski sarebbe in grado di descrivere, questi
banchieri hanno messo sul tavolo da gioco le Nazioni e non si alzeranno
fino a quando non le avranno giocate tutte, essendo loro ad avere in
mano il banco.
Il dramma, dunque, è tutto qui. Firmando il trattato di Maastricht i
politici hanno trasferito il proprio potere nelle mani dei banchieri.
Oggi debbono riprenderselo, non possono fare altro che riprenderselo. Il
che significa avere il coraggio di creare, senza indugio e senza
discussioni, una nuova banca nazionale e stampare in proprio la moneta
necessaria al bilancio dello Stato. I titoli dello Stato li compreranno
esclusivamente i suoi cittadini (come avviene in Cina, in Russia e
ovunque ci siano governi degni di questo nome) e non saranno collocati
nella borsa mondiale alla mercé di chiunque voglia impadronirsene. Sono
già pronti molti studi e molti progetti, elaborati da economisti
italiani e stranieri di grande competenza, per la rinascita della moneta
nazionale, e sono anche molti i politici, presenti in diversi Partiti,
dal Pdl alla Lega, a Io amo l’Italia all’Italia dei Valori (con
un’interpellanza parlamentare dell’on. Di Pietro sulla questione della
sovranità monetaria) che sarebbero favorevoli a questa decisione e
aspettano soltanto che qualcuno prenda la parola per primo. Si tratta di
una decisione che comporterà moltissimi sacrifici, ma alla quale non
c’è scelta perché uno Stato che intraprende la strada dei prestiti a
interesse con la Banca centrale europea, non sarà mai in grado di
restituirli e alla fine crollerà. Abbiamo la Grecia sotto gli occhi:
dopo un orribile tira e molla, indegno di un qualsiasi concetto di
civiltà, per concederle dei prestiti ad altissimo interesse, oggi la Bce
dichiara che il fallimento della Grecia è inevitabile. Non è forse
stato imposto pochi giorni fa all’Italia, di cui a sua volta si dice che
stia per fallire, di contribuire per il 17% al totale dei miliardi
prestati alla Grecia? Debitori sull’orlo della rovina costretti a
prestare denaro a chi sta per fallire? C’è in Italia qualche politico
che abbia conservato il minimo di buon senso necessario per rendersi
conto della “follia” (se è follia e non rapina preordinata) di simili
comportamenti?
E’ indispensabile abbandonare ladri e folli al loro destino. Nessuno
si illuda che esistano alternative alla decisione di produrre in proprio
la moneta. Il meccanismo che sta portando alla rovina gli Stati europei
non è dovuto a un qualche imprevedibile incidente ma è intrinseco alla
creazione dell’euro, cosa che è stata detta e ripetuta innumerevoli
volte da economisti e monetaristi di ogni tendenza politica. Non può
sussistere una moneta che non fa capo a uno Stato e che non risponde
alle necessità di questo Stato, in quanto la moneta di per sé è stata
inventata proprio per essere uno “strumento” e non un “fine”. In Europa,
invece, gli Stati sono stati costretti a mettersi al servizio
dell’euro, piegandosi a poco a poco a costruire un mercato adatto
all’euro, limitando le possibilità di scambio delle merci, coltivando
carote su misura, uccidendo mucche, distruggendo arance… Per gli storici
di domani l’Europa dell’Unione costituirà l’esempio più evidente di una
società che delira. Siamo però ancora in tempo a cercare di non
morirne.
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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da varanasy il Mar 19 Lug 2011 - 11:06

http://petrolio.blogosfere.it/2011/07/il-ponte-e-lo-stretto-necessario.html

Lunedì 18 Luglio 2011, 20:51 in Italia di Debora Billi

Il Ponte e lo stretto necessario.

Permettetemi di festeggiare la fine di quell'assurda impresa chiamata "Ponte sullo Stretto". L'Europa ha cancellato ogni finanziamento in programma, e quindi se proprio abbiamo voglia di costruire le piramidi il famigerato Ponte, bisogna che tiriamo fuori tutti i soldi di tasca nostra.

Nella proposta di Bilancio europeo per il 2020, inviata dalla
Commissione UE all'Europarlamento, si è provveduto a ridefinire i
Corridoi europei, tagliando completamente però la realizzazione del
maxi-viadotto che andrebbe a collegare Calabria e Sicilia.

In questo momento storico, direi, non è esattamente in cima alle
priorità di spesa italiane. Neppure nella Top 100 Chart, per dire.


Crying or Very sad non oso pensare alla costernazione di gelese quando scoprirà la cattiva notizia... No

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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da varanasy il Mar 19 Lug 2011 - 11:20

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8622




PERCHE' LA MANOVRA NON CI SALVERA'
Data: Sabato, 16 luglio @ 05:20:00 CDT
Argomento: Italia

DI LORETTA NAPOLEONI
cadoinpiedi.it

Cosa sono 70 miliardi di euro di fronte a un debito pubblico di quasi
2 mila miliardi? L'unica soluzione � il default programmato e il
ritorno alla Lira. Solo cos� possiamo uscirne


La manovra di
Tremonti in realt� serve a ben poco. Prima di tutto perch� � troppo
piccola, 60/70/80 miliardi di Euro non bastano sicuramente a
rassicurare i mercati nei confronti di un debito complessivo italiano di 1.800 miliardi di Euro, il che vuole dire che il debito pubblico dell'Italia � maggiore della somma del debito di tutti gli altri paesi Pigs,
quindi parliamo del Portogallo, Grecia, Irlanda e Spagna. In pi� questa
� una manovra che avr� un impatto reale, quindi dal punto di vista
proprio delle entrate dello Stato, nel 2013 e nel 2014. Sicuramente
troppo lontano. ricordiamoci che l'anno prossimo l'Italia si deve
presentare sul mercato dei capitali nuovamente e deve contrarre una serie di contratti, quindi deve vendere una serie di Bot
a un mercato che questa settimana gli ha quasi voltato le spalle. E in
pi� abbiamo da luglio fino alla fine dell'anno, altri 80 miliardi di
Euro che dobbiamo racimolare su questo stesso mercato.



Questa � una manovra che in un certo senso � stata osannata,
proprio perch� siamo un po' alla fine della situazione. Qui ci vuole una
nuova politica. E quale pu� essere questa politica? Sicuramente non quella che sta seguendo il governo. Capisco che molti italiani sono preoccupatissimi all'idea di un default, per� in realt� questa potrebbe essere la soluzione migliore.
Se noi avessimo una classe politica di persone veramente esperte di
queste cose, quindi di professionisti, ci avrebbe gi� pensato e vi
spiego perch�:

L'Italia � molto diversa dalla Grecia. la Grecia prende
soldi in prestito per poter sostenere la propria economia, noi invece
prendiamo soldi in prestito regolarmente e semplicemente per pagare gli interessi sul debito, il che vuole dire che un default non avrebbe un impatto sulla crescita economica del paese,
noi non dipendiamo dai mercati dei capitali per crescere, noi
dipendiamo dai mercati dei capitali per pagare gli interessi. Un default
ordinato, ragionato com'� stato fatto per esempio in Islanda potrebbe
garantire tutti quanti i Bot acquistati dagli italiani. Quindi
dividiamo il debito in due parti che � esattamente quello che hanno
fatto gli islandesi, la parte internazionale, la parte sottoscritta
dalle banche internazionali, viene messa da parte e viene organizzato
per questo un pagamento posticipato che pu� essere una ristrutturazione del debito.
Per quanto riguarda invece la parte detenuta dai risparmiatori italiani,
proprio per non penalizzare gli italiani che hanno sostenuto lo Stato
in tutti questi anni, rimane costante, quindi il governo si impegna a
onorare quella parte di debito. Dopodich� si torna alla lira
o a qualsiasi moneta vogliamo adottare e si produce una svalutazione
della moneta, chiaramente sar� una svalutazione molto, molto grande e
questo ridar� automaticamente competitivit� alla nostra economia. Dal
punto di vista del commercio internazionale, non cambier� nulla, anzi
molto probabilmente i nostri importatori, chi importa dall'Italia, sar�
ben contento di pagare meno di quanto paga adesso, quindi le esportazioni italiane avranno sicuramente un effetto benefico.
Diversa sar� la situazione delle importazioni. Dobbiamo essere disposti
a fare dei sacrifici, ma tanto in ogni caso questi sacrifici li dovremo
fare lo stesso, l'obiettivo per� � fare dei sacrifici per poter
riuscire a uscire da questa situazione, non per poter affondare
ulteriormente nella situazione debitoria.

Le critiche a questo tipo di politica drastica sono tutte relazionate a un modo di far politica che � ancora tipico dell'Italia, svalutazione selvaggia, attitudini nei confronti dei mercati internazionali anche queste selvagge etc.. Una decisione di questo tipo, quindi un default ragionato,
un default preparato, sicuramente porterebbe a un cambiamento della
classe politica, perch� questa classe politica una politica di questo
tipo non la fa. In Islanda � successo esattamente questo, il governo �
stato fatto fuori completamente dalla popolazione e una nuova classe
politica, gente che non aveva mai fatto politica fino a ora, � salita al
potere e ha organizzato questo tipo di default. I
sacrifici sicuramente, le conseguenze di brevissimo periodo di una
politica di questo tipo saranno tremende. Noi avremo una contrazione del
Pil, ci sar� un aumento della povert�, sar� sempre pi� difficile
riuscire a arrivare una fine del mese. Per� questo sar� un periodo
limitato, come abbiamo visto addirittura in Argentina dove non c'�
stato un default ragionato ma un default improvviso. Nel caso dell'Argentina
c'� stata una contrazione del Pil del 20% nel 2002 quindi l'anno dopo
del default, dal 2003 in poi l'economia ha ripreso a crescere dal 7,5% e
continua a crescere al 7,5%.
Penso che noi dobbiamo prenderci le responsabilit� di
50 anni, perch� qui non si tratta di 10 anni, qui si tratta di 50 anni
di politiche sbagliate e � giunto il momento di prendersi queste
responsabilit�, pagheremo perch� dobbiamo pagare, per� che questo
pagamento non sia un pagamento che finisce nel tasche delle banche
internazionali, che sia invece un pagamento che finisce nelle tasche
degli italiani, che d� la possibilit� all'economia italiana di
riprendersi perch� altrimenti cos� noi nel giro di 6 mesi, 9 mesi, un
anno, sicuramente andremo in bancarotta e da allora sar� ancora pi� difficile riprenderci!


Loretta Napoleoni

Fonte: www.cadoinpiedi.it

Link: http://www.cadoinpiedi.it/2011/07/15/perche_la_manovra_non_ci_salvera.html#anchor
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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da Kimono il Mar 19 Lug 2011 - 12:41

varanasy ha scritto:http://petrolio.blogosfere.it/2011/07/il-ponte-e-lo-stretto-necessario.html

Lunedì 18 Luglio 2011, 20:51 in Italia di Debora Billi

Il Ponte e lo stretto necessario.

Permettetemi di festeggiare la fine di quell'assurda impresa chiamata "Ponte sullo Stretto". L'Europa ha cancellato ogni finanziamento in programma, e quindi se proprio abbiamo voglia di costruire le piramidi il famigerato Ponte, bisogna che tiriamo fuori tutti i soldi di tasca nostra.

Nella proposta di Bilancio europeo per il 2020, inviata dalla
Commissione UE all'Europarlamento, si è provveduto a ridefinire i
Corridoi europei, tagliando completamente però la realizzazione del
maxi-viadotto che andrebbe a collegare Calabria e Sicilia.

In questo momento storico, direi, non è esattamente in cima alle
priorità di spesa italiane. Neppure nella Top 100 Chart, per dire.


Crying or Very sad non oso pensare alla costernazione di gelese quando scoprirà la cattiva notizia... No


non solo di Gelese, te lo assicuro! happy
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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da varanasy il Mar 19 Lug 2011 - 15:17

Kimono ha scritto:
varanasy ha scritto:http://petrolio.blogosfere.it/2011/07/il-ponte-e-lo-stretto-necessario.html

Lunedì 18 Luglio 2011, 20:51 in Italia di Debora Billi

Il Ponte e lo stretto necessario.

Permettetemi di festeggiare la fine di quell'assurda impresa chiamata "Ponte sullo Stretto". L'Europa ha cancellato ogni finanziamento in programma, e quindi se proprio abbiamo voglia di costruire le piramidi il famigerato Ponte, bisogna che tiriamo fuori tutti i soldi di tasca nostra.

Nella proposta di Bilancio europeo per il 2020, inviata dalla
Commissione UE all'Europarlamento, si è provveduto a ridefinire i
Corridoi europei, tagliando completamente però la realizzazione del
maxi-viadotto che andrebbe a collegare Calabria e Sicilia.

In questo momento storico, direi, non è esattamente in cima alle
priorità di spesa italiane. Neppure nella Top 100 Chart, per dire.


Crying or Very sad non oso pensare alla costernazione di gelese quando scoprirà la cattiva notizia... No


non solo di Gelese, te lo assicuro!
ma che enorme dispiacere! .......

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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da varanasy il Mar 19 Lug 2011 - 20:29

http://www.stampalibera.com/?p=28720

Le falsità sull’Italia
divulgate dai media


Nicoletta Forcheri


In risposta a una
trasmissione USA sull’intenzione della finanza di attaccare l’Italia per
le sue ingenti riserve di oro, puntualizzo che:1) non è vero che Berlusconi possiede
il 90% dei media infatti, di fronte al suo compare Merdock – che
controlla al 100% Sky Italia – ne possiede sicuramente meno del 50%. Per
inciso, Sky Itaia ha oscurato unilateralmente Mediaset Plus dalla sua
piattaforma senza preavviso, esattamente come quando le banche
richiedono un rientro repentino facendo fallire imprese e famiglie;
2) non è vero che l’Italia non è ricca
di petrolio e di gas. Secondo un rapporto di una multinazionale
inglese, è il secondo paese più ricco di petrolio d’Europa. Guardate la
Basilicata oppure semplicemente una cartina delle trivelle in Italia per
capire che l’Italia è una manna per le sorelle petrolifere, con
“pratiche burocratiche snelle per i permessi” e royalties tra le più
basse al mondo 10% (con esenzioni per le prove sui primi 20
milioni),agevolazioni fiscali (il 35% di aliquote massime sul reddito,
nel 2008) http://www.northpet.com/operations/italy/)
3) in quanto all’oro esso è già
fisicamente depositato presso caveaux a Washington Londra e Svizzera, ed
esiste una querelle su a chi appartiene, perché apparteneva a Banca
d’Italia, quando era pubblica, e adesso secondo la BCE, appartiene
sempre a Banca d’Italia, adesso che è ha tutti soci privati, tranne
l’inps che cartolarizza anche i rotoli del cesso: ricordate quella
polemica di Tremonti che aveva dichiarato che l’oro apparteneva al paese
e non a Bankitalia?

Adesso si tratta solo di consolidare il furto…. è facilissimo, con il
macigno del debito sulla testa, il furto è presto consumato.
Perché queste falsità? Facile, per derubarci meglio. Berlusconi per
fare da parafulmini e fenomeno di distrazione di massa, il secondo punto
è invece piuttosto omesso, perché le multinazionali ci derubino meglio
nell’ombra, con trivelle e sondaggi del sottosuolo, acquisizione dati,
il tutto a nostra insaputa. Bombardano la Libia ricca di petrolio e oro,
e per di più ex alleata dell’Italia a causa del “cattivo” Berlusconi,
per sottrarle il petrolio, l’oro, la moneta…Noi siamo costellati di basi
nucleari non certo per difenderci dalla Russia, ma per minacciarci
direttamente in caso di passi falsi nei confronti dell’oligopolio
globale che tiranneggia il mondo e che ha una zampa ben inficcata nel
nostro paese. Il terzo punto – giuridico – la proprietà del “nostro”
oro, non penso invece che Tremonti ne parlerà più per molto…
N. Forcheri
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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da QueenMillennia il Mer 20 Lug 2011 - 8:01

Ponte sullo stretto: però quanti soldi già buttati e quanti possibili posti di lavoro cancellati... Che spreco. E che incapacità... Non siamo capaci manco di costruire un ponte tra Calabria e Sicilia quando ne esistono tra nazioni (vedi la Danimarca e la Svezia) ed è appena stato inaugurato in Cina il ponte più lungo del mondo...

http://www.leggo.it/articolo.php?id=129971


Giovedì 30 Giugno 2011 - 17:24

PECHINO - Il ponte più lungo del mondo ha gli occhi a mandorla: misura ben 42 chilometri e unisce la parte est della città cinese di Qingdao con un'isola a largo dei confini del Paese, Huangdao. L'enorme infrastruttura è costata 60 miliardi di euro ed è stata costruita in soli 4 anni. Alla sua realizzazione hanno lavorato circa 10mila operai. Il ponte da Guinnes non detiene solo il record della lunghezza, anche i numeri riguardanti gli altri dati fanno rabbrividire: 5mila e 200 colonne, sei corsie e una capacità “di carico” di 30mila auto al giorno. Il Quingdao Haiwan Bridge spinge fuori dal primo gradino del podio il ponte sul lago Pontcharain, in Louisiana.






Debito italiano: chi lo ha contratto e come e perché??? io non ho mai fatto un debito in vita mia virgola caxxo e ora devo pure pagare i debiti degli altri Mad

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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da varanasy il Mer 20 Lug 2011 - 11:10

Eurotruffatori bugiardi. Ma la via d'uscita c'è
di Paolo Ferrero


In questi giorni stiamo vivendo sulla nostra pelle una campagna di
disinformazione di massa di dimensioni mai viste. Nei giorni scorsi è
stata approvata - con il beneplacito delle opposizioni parlamentari e la
benedizione del Presidente della Repubblica - una stangata pazzesca sul
popolo italiano. Questa stangata è stata giustificata con la necessità
di bloccare la speculazione finanziaria e rilanciare la crescita. Nulla
di più falso. La manovra è iniqua socialmente: non tocca i ricchi, non
tocca la casta e mette i ticket. Si tratta cioè di una manovra che
depreda i due terzi più poveri del paese e nulla toglie ai più ricchi.
La manovra è recessiva perché i tagli della spesa sociale sommati
all'aumento della tassazione diretta e indiretta produrranno una decisa
riduzione del potere d'acquisto dei cittadini. Spendendo di meno i
cittadini si venderanno meno merci e quindi l'economia scenderà. La
manovra aggrava la crisi. La manovra non serve a nulla contro la
speculazione per il semplice motivo che non attacca la speculazione. Ne
abbiamo avuto la riprova nei giorni scorsi quando, dopo l'approvazione
della manovra, la speculazione ha ricominciato tranquillamente ad
attaccare i titoli di stato italiani. Nella manovra non è stata nemmeno
presa una misura come la proibizione della vendita allo scoperto sul
mercato azionario dei titoli di stato, che altri governi europei hanno
già adottato - Germania in testa - e che costituirebbe un importante
elemento di freno alla speculazione. La manovra appena approvata è
identica a quelle imposte nell'ultimo anno alla Grecia, manovre che
hanno impoverito la popolazione, arricchito gli speculatori e portato il
paese alla bancarotta. Ci troviamo cioè di fronte ad una manica di
truffatori che spacciano notizie false tutti i giorni e che ripetendo le
falsità a reti unificate e su tutti i giornali, le fanno diventare
vere. La menzogna viene ripetuta in continuazione da tutti e vengono
regolarmente censurate le nostre posizioni che svelano la menzogna. Così
tutti gli italiani, pur lamentandosi della manovra, pensano che è
l'unica cosa che si poteva fare. Le politiche neoliberiste, che sono
alla base della crisi e della filosofia della manovra, vengono
presentate come neutrali e naturali e la gente se le beve non capendo
cosa altro si potrebbe fare. Da parte del centrosinistra si dice che la
speculazione continua perché il governo non è credibile. Certo, il
governo non è credibile, ma si sottace che l'origine della speculazione
sta nelle politiche europee e che il centrosinistra le condivide. In
Grecia e in Spagna vi sono governi socialisti, eppure la speculazione li
sta massacrando allegramente. Come mai? La risposta è che l'origine
della speculazione risiede nelle politiche neoliberiste attuate a
livello europeo e costituzionalizzate dai vari trattati a partire da
quello di Maastricht.</p>
<p>Domani ci sarà il vertice straordinario dei capi di stato europei e
assisteremo ad un'altra delinquenziale sceneggiata sulle spalle dei
popoli. I telegiornali ci racconteranno che i capi di stato, tutti
impegnati nelle guerra contro la speculazione, hanno discusso di fare
gli euro bond per i paesi in difficoltà. Tutto questo non servirà a
nulla, perché il problema sta nel manico.<br>
La scelta fondamentale per bloccare la speculazione risiede nella
possibilità della Banca Centrale Europea di acquistare direttamente i
titoli di stato dei paesi membri. Se questo avvenisse, la Bce, in caso
di minacce speculative, potrebbe comprare i titoli al tasso di interesse
ufficiale da essa stessa fissato (1,5%) ed impedire così la
speculazione dall'origine. Non si tratta di una misura bolscevica perché
le banche centrali europee prima dell'ingresso nell'Euro mettevano in
pratica regolarmente questa politica. Negli Stati Uniti d'America, che
certo non sono un paese comunista, la Federal Reserve compra normalmente
i titoli di debito pubblico, evitando così che la speculazione riesca a
realizzare profitti speculando sul debito americano. In Europa gli
idioti bipartisan imbevuti di ideologie neoliberiste che hanno fatto il
trattato di Maastricht sono stati così esageratamente cretini da aver
previsto che gli stati membri si debbano finanziare sul mercato e non lo
possano fare tramite la Bce. Parlo - si badi bene - del complesso delle
classi dirigenti europee, di centro destra e di centro sinistra.<br>
Nelle ultime settimane è però successo un fatto nuovo. La Banca Centrale
Europea compra sul mercato secondario i titoli degli stati sotto
attacco della speculazione e per questa via ne limita parzialmente la
distruttività. Acquistare titoli sul mercato secondario vuol dire
comprarli alle condizioni di mercato, cioè già con il deprezzamento
imposto dalla speculazione. In pratica l'acquisto dei titoli da parte
della Bce limita ma non impedisce la speculazione. Questa pratica
tuttavia - qui sta il punto - è già completamente al di fuori dello
statuto della Bce che impedisce alla stessa pratiche di salvataggio
degli stati. Allora, noi chiediamo, se la Bce opera già al di fuori del
suo statuto per limitare i danni prodotti dalla speculazione agli stati
membri, perché dopo aver fatto trenta non fa trentuno e non compra
direttamente i titoli degli stati sotto attacco? Questa scelta
permetterebbe non già di limitare i danni della speculazione bensì di
azzerarla completamente. Perché i capi di stato europei permettono alla
speculazione di guadagnare decine di miliardi euro quando con una sola
semplice scelta politica potrebbero mettere la mordacchia agli
speculatori (cioè alle banche private, alle finanziarie, etc.) evitando
alle popolazioni europee il massacro sociale in corso?<br>
Questa è la domanda che noi comunisti facciamo oggi e che dobbiamo far
conoscere a tutte le cittadine e i cittadini italiani. Perché se la
soluzione è semplicissima non viene adottata? Perché i governanti
europei dicono di voler combattere la speculazione ma in realtà la
proteggono contro gli interessi dei loro cittadini? Di questo occorre
parlare ovunque: al bar, sui posti di lavoro e - di tanto in tanto -
sotto l'ombrellone. Perché la censura e la disinformazione le dobbiamo
far saltare dal basso.

20/07/2011

http://www.liberazione.it/rubrica-file/Eurotruffatori-bugiardi--Ma-la-via-d-uscita-c--.htm
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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da varanasy il Mer 20 Lug 2011 - 15:21

http://www.cpeurasia.eu/1545/romania-sarmizegetusa-le-rovine-asfaltate-dai-bulldozer

Romania: Sarmizegetusa, le rovine asfaltate dai bulldozer
Luca Bistolfi // 15 luglio 2011

Fonte: EaST Journal


La notizia è una di quelle passate sotto silenzio dai mezzi di comunicazione, e capirete subito perché. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha deciso di radere al suolo circa metà dei Fori imperiali per lasciare spazio a un supermercato d’una importante catena internazionale. La decisione è stata approvata all’unanimità dalla Giunta comunale e in Consiglio soltanto due esponenti della minoranza si sono (vanamente) opposti. Si farà l’ipermercato e addio al Foro Traiano.
Immagino lo stupore, la rabbia, l’incredulità, l’indignazione dei lettori. State pur tranquilli: ho appena raccontato una frottola. Nessuna sciagura simile si abbatterà sull’Urbe. Però adesso osservate bene la vostra più che legittima reazione quando, anche solo per un istante, avete creduto alla falsa notizia.

Gli stessi vostri sentimenti sono identici a quelli che hanno còlto i romeni nell’apprendere, pochi giorni fa, che circa 3mila metri quadrati delle rovine di Sarmizegetusa, la capitale dei Daci, progenitori del popolo romeno, sono stati rasi al suolo per costruire un parcheggio. E questa volta la notizia è vera, come informa un giornale romeno, Romania Libera.

Per la Romania, la gravità dell’operazione è identica a un’ipotetica distruzione per l’Italia dei Fori imperiali o di Pompei o della Valle dei Templi. Un disastro che coinvolge non solo la storia d’un singolo popolo, ma altresì quella d’un intero continente. Infatti, come ricorda correttamente il giornale, Sarmizegetusa è il «più importante complesso fortificato dell’antica Europa dopo quelli greco-romani», e rappresenta il luogo d’incontro tra la romanità imperiale e la tradizione orientale dei Daci.

Il paradosso è che lo sfregio servirà per ospitare gli autobus dei turisti in visita allo stesso sito archeologico. Altra stranezza, per adoperare un eufemismo, è che quest’ultimo è protetto dall’Unesco e che nessun archeologo “europeo” ha supervisionato lo scempio. Ma di più: nessun rappresentante di quest’organizzazione mondiale ha protestato, così come hanno taciuto tutti gli altri organismi europei (e verrebbe da chiedesi se davvero chi tace acconsente). Solo gli archeologi romeni della zona hanno protestato – anche perché si sottrae loro del lavoro, già scarsissimo in Romania – ma con risultati piuttosto scarsi.
Pare inoltre che quest’operazione abbia violato, oltre che il buon gusto e il buon senso, anche ogni legge nazionale, quelle che di fatto sono espressione d’un popolo e che ne tutelano internamente i diritti e ne specificano i doveri. Nemmeno quel “cattivone” di Nicolae Ceausescu era arrivato a tanto, né si sarebbe mai sognato di spostare una sola pietra che attestasse l’eroica storia del suo popolo.

Ovviamente nessun mezzo di comunicazione occidentale ha fornito notizia dell’accaduto (tocca sempre a quelli di EJ supplire!). Ed è sintomatico dell’andazzo generale: un pezzo importante di storia romena ed europea è raso al suolo dai bulldozer – che nel presente caso rappresentano la furia iconoclasta modernista – e nessuno s’indigna; nessuno, peggio, si degna di veicolare il fatto, come se si trattasse d’un affare di second’ordine.
Tra omertà e protervia l’Unione Europea a questo punto è pronta per cambiare il suo inno: dalla Nona di Beethoven all’Internazionale, in cui c’è un verso che compendia alla perfezione l’ideologia dominante dell’attuale assetto mondiale: «del passato facciam tabula rasa». Il perfetto manifesto della dittatura europea.



Shocked sorpreso madonna santa, ma come si può Question
che il cielo li fulmini questi barbari indegni! Mad Mad

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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da QueenMillennia il Mer 20 Lug 2011 - 15:31

Hai detto bene, viviamo in tempi di barbarie... Non c'è più rispetto per nulla e per nessuno, solo per il Dio denaro... Che tristezza No

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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da varanasy il Mer 20 Lug 2011 - 16:13

QueenMillennia ha scritto:Hai detto bene, viviamo in tempi di barbarie... Non c'è più rispetto per nulla e per nessuno, solo per il Dio denaro... Che tristezza No
la cosa grottesca e tragica è che questo scempio è stato fatto per "favorire" il turismo archeologico Shocked Mad ...di queste larve io non avrei nessuna pietà, perché chi non rispetta le testimonianze del passato che hanno vinto i secoli, le guerre e le distruzioni, non merita che disprezzo.
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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da varanasy il Mer 20 Lug 2011 - 20:01

http://www.cpeurasia.eu/1543/manifestazione-nazionale-per-lanniversario-del-trattato-italia-libia
Manifestazione nazionale per l'anniversario del Trattato Italia-Libia
Comitato 30 agosto // 14 luglio 2011

Il
presidio/sit-in (quindi una dimostrazione stanziale, in cui non è
previsto nessun corteo) avrà luogo a Roma, vicino alla Farnesina, nel
Viale (pedonale) del Ministero degli Affari Esteri (vedi foto sotto),
nel pomeriggio di Martedì 30 Agosto 2011, dalle 16.00 alle 18.00, con
concentramento alle ore 17.00.


Per ulteriori informazioni e adesioni:

http://30agosto2011.wordpress.com/presidio-del-30-agosto/

Il Trattato Italia-Libia di amicizia, partenariato e cooperazione è
stato firmato il 30 agosto 2008. Il Trattato stabilisce inoltre che il
30 agosto, anniversario della firma, sia proclamato “Giornata
dell’Amicizia italo-libica”.
Martedì 30 agosto 2011 si avvicina e non ci sarà niente da
festeggiare perché la Repubblica Italiana ha tradito la Grande
Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista, ha sospeso unilateralmente
il trattato e ha preso parte all’aggressione militare e criminale della
NATO, che ha causato già centinaia di vittime libiche civili, tra cui
donne, anziani e bambini, violando l’articolo 11 della Costituzione. Ma
i nostri servi politici continuano a mentire spudoratamente e a parlare
di “azione umanitaria a difesa dei civili”.
Ma non c’è modo di indorare la pillola: la coalizione atlantica è in
guerra e, con lei, l’Italia: il comando dell’operazione di sfondamento
Odissey Dawn è stato coordinato presso la base di Capodichino, diversi
cacciabombardieri in dotazione all’Esercito hanno partecipato alle
missioni sui cieli della Libia e la Portaerei Garibaldi (dotata di
lanciamissili, lanciasiluri e di una capacità di carico massima di 12
cacciabombardieri AV-8B) è tutt’ora impegnata al largo delle coste
libiche nelle acque del Golfo della Sirte.
La guerra dura poi da più di quattro mesi e la NATO ha prorogato le
sue azioni militari almeno fino al 30 Settembre, e c’è già chi parla di
una possibile invasione di terra programmata per l’Ottobre da alcuni
paesi della NATO, dato che i bombardamenti dell’Alleanza dal cielo e le
azioni dei mercenari criminali e terroristi di Bengasi a terra non
stanno portando i frutti sperati dall’occidente.
Ormai è evidente che:
- La risoluzione Onu è stata oltrepassata e violata, anche alla luce
delle nuove prove che hanno documentato la completa inconsistenza dei
principali capi d’imputazione contro Gheddafi (fosse comuni poi
rivelatesi inesistenti, massacri mai filmati, bombardamenti sulla folla
mai documentati ecc. …)
- La Libia è vittima di un’ennesima aggressione della Nato,
politicamente per nulla diversa da quella contro la Serbia nel 1999 e da
quella contro l’Iraq nel 2003, per scopi totalmente geopolitici
(approvvigionamento petrolifero e insediamento di un governo non ostile a
Washington) e geo-strategici (espansione della sfera d’influenza della
Nato, attraverso il comando Africom), volti al contenimento di potenze
rivali nei fondamentali scenari del Vicino Oriente e del Mediterraneo.
- L’Italia è a tutti gli effetti un membro della coalizione
atlantica e sta svolgendo un ruolo attivo all’interno del teatro
operativo in Libia.
Eppure, stavolta, a distanza di otto anni dall’avvio dello sciagurato
intervento in Iraq, nessun movimento, partito o gruppo è riuscito ad
alzare una voce forte e decisa contro questa aggressione, tanto più a
sinistra e nel mondo tradizionalmente “pacifista”, dove si è sostenuta
la linea imperialista e neo-colonialista imposta da Obama, da Cameron e
da Sarkozy, e dove addirittura le opinioni puramente personali e umorali
in merito a Gheddafi hanno prevalso su qualsiasi ragionamento
strategico e politico a lungo termine. Preso atto del fallimento storico
e politico di queste componenti della società civile, e
dell’impossibilità per le ragioni anti-imperialiste e della sovranità
nazionale, di avere una seria rappresentanza all’interno di istituzioni
e grandi organi di stampa, risulta opportuno utilizzare al meglio la
rete e qualunque mezzo a disposizione per sensibilizzare la pubblica
opinione nazionale e mobilitarne le coscienze a partecipare ad una
manifestazione popolare unitaria il 30 agosto 2011.
E’ perciò convocato un:
PRESIDIO A ROMA,
DAVANTI AL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI DELLA REPUBBLICA ITALIANA, (FARNESINA),
MARTEDI’ 30 AGOSTO 2011,
DALLE 16.00 ALLE 18.00, CON CONCENTRAMENTO ALLE ORE 17.00,
PER CHIEDERE:
1) l’immediato ritiro delle truppe italiane dalla missione criminale
in Libia e da tutte le missioni per conto della Nato e degli Stati Uniti
d’America,
2) le dimissioni del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, del
Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, del Ministro della
Difesa, Ignazio La Russa, e del Ministro degli Esteri, Franco Frattini,
in seguito alla gravissima violazione dell’art. 11 della Costituzione e
degli accordi bilaterali tra Italia e Libia, stabiliti nel 2008
all’interno del Trattato di Amicizia di Bengasi.
PER MANIFESTARE:
1) il nostro appoggio alla resistenza del legittimo governo di Muammar Gheddafi,
2) al mondo, ma soprattutto al popolo libico, che c’è un’Italia che
non dorme e non subisce passivamente i diktat della NATO e che si
ribella alle sue logiche criminali, che disprezza i propri politici
servi e traditori e che vuole al più presto ristabilire dei rapporti
di amicizia e cooperazione con la Grande Giamahiria Araba Libica
Popolare Socialista.
PER ADERIRE SCRIVERE A : 30agosto2011@libero.it
La sottoscrizione e l’adesione è aperta a tutti, singoli e gruppi, nessuno escluso.
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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da QueenMillennia il Gio 21 Lug 2011 - 6:07

Libia/ Mosca tenta mediazione, Tripoli: Gheddafi resta
Parigi chiede rais lontano da politica. Obeidi: fuori discussione

Roma, 20 lug. (TMNews) - La Francia da una parte, la Russia dall'altra. E' la diplomazia di Parigi e Mosca, nelle ultime ore, a muovere le fila dei negoziati con Tripoli l'opposizione di Bengasi in vista di una soluzione alla crisi libica. Una soluzione che dovrà tenere conto della volontà di Muammar Gheddafi di non lasciare il potere. E non è un caso che, proprio oggi, il ministro degli Esteri francese Alain Juppé abbia aperto alla possibilità che il colonnello resti nel suo paese, purché rimanga lontano dalla politica. Una proposta che il regime, per ora, non ha raccolto. "La partenza di Gheddafi non è oggetto di discussione", ha dichiarato il capo della diplomazia libica Abdelati al Obeidi, ricevuto oggi in Russia dal ministro degli Esteri Sergey Lavrov.

Una delle ipotesi prospettate dalla Francia è che Gheddafi resti in Libia, "ma a una condizione, che si metta chiaramente in disparte dalla vita politica libica", ha detto stamane il francese Juppé. "E' quello che aspettiamo per avviare il processo politico per un cessate il fuoco", ha dichiarato il capo della diplomazia di Parigi alla televisione Lci. "Il cessate il fuoco passa per un impegno formale e chiaro di Gheddafi a rinunciare alle sue responsabilità civili e militari", ha sostenuto il ministro.

Una permanenza di Gheddafi in Libia implica che il colonnello non sarebbe consegnato alla Corte Penale internazionale, che ha spiccato un mandato di arresto nei suoi confronti. Si tratterebbe di una via di uscita 'dignitosa' per il rais, che però continua a rifiutare qualsiasi ipotesi di questo tipo. Come ha confermato oggi a Mosca il capo della diplomazia di Tripoli Obeidi.

"La questione della partenza di Gheddafi non è oggetto di discussione", ha dichiarato dinanzi ai giornalisti il capo della diplomazia libica, Abdelati al Obeidi, al termine dell'incontro con Lavrov, durato circa un'ora. "Discutiamo dell'iniziativa dell'Unione africana, che mira a mettere un termine alla guerra e allo spargimento di sangue", ha aggiunto il ministro di Tripoli. "La Libia accoglierà con favore ogni ruolo che potrebbe svolgere la Russia nel regolamento pacifico del conflitto", ha dichiarato Obeidi all'agenzia Ria Novosti. "Occorre trovare una soluzione che conviene a tutti i libici, anche all'opposizione di Bengasi", ha aggiunto.

Intanto, diversi responsabili militari degli insorti di Misurata si sono recati oggi a Parigi dove intendono chiedere l'aiuto militare della Francia per aiutare la rivolta a farsi strada sino alla conquista di Tripoli. Secondo una fonte, i ribelli di Misurata sperano di ottenere da Parigi lo stesso aiuto già dato dalla Francia agli insorti del Djebel Nafoussa, una regione a sud ovest di Tripoli, dove si stanno concentrando gli sforzi dei combattenti dell'opposizione.

http://www.tmnews.it/web/sezioni/esteri/PN_20110720_00255.shtml

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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da QueenMillennia il Gio 21 Lug 2011 - 6:34

Sono mesi che hanno "quasi" preso Gheddafi, "quasi" ucciso il rais, "quasi" destituito il suo regime, MA DE CHE???
Gheddafi è vivo e vegeto e sta dando un sacco di schiaffi ai prepotenti invasori.
A me non è particolarmente simpatico, è sempre un dittatore, e poi trovo ridicoli i suoi carrozzoni, le tende a 5 stelle, i cammelli, le soldatesse fighette, che tutti abbiamo potuto ammirare quando era in visita da noi, ma stavolta sono dalla sua parte.
Devono finirla con queste buffonate dell'esportazione della democrazia. Ormai, dopo quello che è successo in Iraq e in Afghanistan, dove hanno destituito i regimi, totalitari o terroristici o antiamericani o come li vogliono chiamare, non ci crede più nessuno.
Ci hanno provato con l'IRAN, poi hanno visto che paesi ben più poveri e meno arrabbiati gli avevano creato un sacco di problemi e hanno approfittato di (o forse sollevato e promosso?) la c.d. primavera araba per andare ad "aiutare" un altro popolo (guardacaso ricco di petrolio) a liberarsi dell'oppressore cattivo, forse pensando che Gheddafi con l'età, il botox e le soldatesse, si fosse rammollito.

Io raramente mi interesso di queste cose, poiché non credo alle ragioni ufficiali e non credo neanche ai complottisti a oltranza, sinceramente non credo proprio che saprò mai come stanno veramente le cose, perché ognuno se la canta e se la suona a suo piacimento e convenienza... Mi viene però in mente il massacro in Ruanda e mi chiedo "che in Ruanda non ci sia petrolio? Perché, altrimenti, nessuno si prende la briga di intervenire laggiù, dove le condizioni della popolazione sono ben più disperate che in Libia?" Allora devo necessariamente credere che ci siano delle ragioni ben diverse dai finti buoni propositi di liberazione... Rolling Eyes

Non so se il mio sfogo sta bene qui in rassegna o è più da briglia sciolta, ma da qualche parte dovevo esprimere i miei dubbi e il mio dissenso!

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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da QueenMillennia il Gio 21 Lug 2011 - 9:35

e poi dicono di Berlusconi... pig


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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da varanasy il Lun 25 Lug 2011 - 10:29

http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=845:gianluca-freda&catid=32:politica-internazionale&Itemid=47





OSLO: TUTTO QUELLO CHE GIA' SAPETE






Scritto da Gianluca Freda

Sabato 23 Luglio 2011 14:33
Tutto
quello che avreste voluto sapere sugli attentati in Norvegia, ma avete
evitato di chiedere, un po’ perché ci arrivavate anche da soli, un po’
perché è sempre la solita solfa.





Sui
motivi del doppio attentato terroristico in Norvegia, il cui tragico
bilancio è finora di un centinaio di morti, l’unica cosa che bisogna
tenere presente è che – come sempre – tali motivi vanno ricercati in
direzione diversa, se non del tutto opposta, a quelli insinuati dai
giornali e dalle TV di regime dell’occidente. A chiarire la situazione,
forse sono utili alcune notizie uscite in sordina nei giorni e negli
anni scorsi. Fare due più due non è difficile.


Q: - Quali interessi ci sono dietro l’attentato?

A:
Norvegia e Russia hanno raggiunto nel corso degli ultimi anni accordi di
cooperazione sempre più stretti tanto per lo sfruttamento dei
giacimenti di gas e petrolio dell’Artico, quanto per la partnership
commerciale nello sfruttamento di giacimenti mediorientali (in Iraq in
particolare). Quest’asse energetico privilegiato tra Russia ed Europa
mette a rischio gli interessi strategici americani e il controllo USA
sul continente europeo. Era inevitabile che arrivassero, prima o dopo,
gli opportuni “avvertimenti”:


1) Dal sito “La voce della Russia”, 07-07-2011:



Entra in vigore l’accordo Russia-Norvegia: nuovi orizzonti nell’Artico



Oggi
entra in vigore l’accordo fra la Russia e la Norvegia sulla
delimitazione delle zone di competenza nell’Artide e sulla cooperazione
nel Mar di Barents e nel Mar Glaciale Artico. Con questo documento,
firmato il 15 settembre del 2010, si sono conclusi 40 anni di
controversie. L’accordo apre nuove possibilita’ per il libero
sfruttamento dei ricchissimi giacimenti di gas e petrolio nell’area di
175 mila chilometri quadrati e regola la collaborazione nel settore
ittico. Secondo il ministro degli esteri russo Lavrov, si tratta di
un’intesa opportuna e reciprocamente vantaggiosa.



2) Da “Sky – TG24” del 12-12-2009:



Iraq, russi e norvegesi si accaparrano il petrolio



Nel
corso dell'asta per l'assegnazione di appalti ventennali sui pozzi
iracheni, che si è svolta a Baghdad, la compagnia russa Lukoil e la
norvegese Statoil hanno ottenuto la concessione per uno dei maggiori
giacimenti petroliferi, nel Sud dell'Iraq. Lo ha annunciato il ministro
del petrolio iracheno. Si tratta di uno dei giacimenti più grandi finora
mai sfruttati, con delle riserve di quasi 13 miliardi di barili. La
coppia Lukoil-Statoil ha strappato il contratto grazie a un'offerta che
prevede di accrescere la produzione di 1,8 milioni di barili al giorno.



3) Dal “Corriere della Sera” del 26-10-2007:



Gazprom si allea con la Norvegia E il petrolio tocca nuovi record



MILANO
- Gazprom ha scelto la norvegese StatoilHydro come secondo partner nel
maxi-giacimento di gas a Shtokman. Il colosso russo guidato da Alexej
Miller aveva già selezionato la francese Total come primo partner per
sviluppare la fase iniziale del progetto, la cui stima ammonta a 15-20
miliardi di dollari. Le riserve di questo giacimento ammontano a 3.700
miliardi di metri cubi di gas e oltre 31 milioni di tonnellate di gas
condensato. [...]



Q: - Perché l’attentatore doveva essere “di estrema destra”?

A: Fin
dal termine della Seconda Guerra Mondiale, gli USA hanno ristrutturato
la politica europea su basi anti-russe, favorendo in particolare i
movimenti socialdemocratici filoamericani e isolando la destra europea
anti-statunitense. La destra è tradizionalmente portatrice di ideologie
nazionaliste, avverse tanto al dominio americano sul continente quanto
agli strumenti politici (“democrazia”) ed economici (moneta unica)
attraverso i quali tale dominio viene garantito. Solo in Francia,
all’epoca di De Gaulle, la creazione di questo ostracismo verso la
destra europea era temporaneamente fallita. Il partito filo-russo in
Europa è ovviamente trasversale agli schieramenti politici, ma nel
linguaggio della propaganda si tende a definire “populismo di destra”
ogni posizione politica che non si uniformi ad una visione filoamericana
dell’europeismo e che prenda anche solo ipoteticamente in
considerazione la creazione di rapporti più stretti con la Russia. Tali
forze politiche sono quelle che maggiormente preoccupano gli Stati
Uniti, essendo poco malleabili, scarsamente controllate, avverse
all’unione economica europea (attraverso la quale gli USA mantengono
l’Europa nella morsa del debito, dunque sotto controllo), in crescita di
consensi e – soprattutto – animate da una prospettiva “eurasiatica” che
guarda alla Russia come ideale partner politico ed economico con cui
rimpiazzare nel futuro la superpotenza americana in declino. Occorre
dunque, ogni volta che sia possibile, demonizzarle (magari definendole
“xenofobe” e “antisemite” a intervalli regolari) e screditarle,
attribuendo ad esse la paternità di azioni ignominiose. Anche qui
riporto qualche articolo:


1) Dal sito di economia “Risk and Forecast”, 12-03-2009:



Gli amici di estrema destra della Russia



Recenti
notizie di stampa affermano che i partiti di estrema destra in Europa
sarebbero finanziati – almeno in parte – dalla Russia. Sebbene tali
affermazioni necessitino di essere provate, è un dato di fatto che
diversi partiti di estrema destra dell’est europeo sono diventati
accaniti sostenitori degli interessi russi e ammiratori del modello
politico-economico della Russia. Diversi gruppi di estrema destra, nei
paesi post-comunisti, guardano all’infrastruttura politica autoritaria
di Vladimir Putin come ad un modello e premono allo stesso tempo per una
maggiore apertura verso la Russia e per la rottura della comunità
Euro-Atlantica. In Europa orientale, il sostegno verso l’estrema destra
ha evidenziato negli ultimi anni un trend in ascesa. Dal punto di vista
russo, un partenariato con gli ultranazionalisti potrebbe facilitare i
suoi tentativi di influenzare la politica interna di questi paesi,
almeno finché Mosca non riuscirà a trovare un alleato ancor più
influente nell’ambito dello spettro politico. [...]





2) Da “L’interprete internazionale” del 15-04-2011:



Marine Le Pen: No alla NATO, sì alla Russia



“Marine
Le Pen promette l’uscita dalla Nato e un partenariato con la Russia”,
titola l’agenzia. In un discorso tenuto ai corrispondenti esteri a
Nanterre, la Le Pen avrebbe detto che, in caso di una sua vittoria alle
presidenziali, la Francia farebbe della Russia un partner privilegiato e
lascerebbe la Nato. “Penso che la Francia abbia tutto l’interesse a
volgersi verso l’Europa, ma alla grande Europa. E in particolare a
lavorare ad un partenariato con la Russia”, avrebbe detto, invocando
“ragioni evidenti, di civiltà e geostrategiche”. E sull’Alleanza
atlantica: “le scelte fatte dal presidente della Repubblica (ovvero
Sarkozy, ndr), che appaiono come scelte di sistematico allineamento
(sugli Usa, ndr), non mi paiono positive”.



3) Dal sito dell’emittente iraniana IRIB, 11-05-2010:



Ucraina: proteste contro la politica pro-Russia del presidente Yanukovych



KIEV
- Migliaia di manifestanti sono scesi per le strade della capitale
ucraina per protestare contro la decisione del presidente Viktor
Yanukovych a stabilire legami più stretti con la Russia. Le proteste di
oggi contro il governo del presidente Yanukovych hanno avuto luogo quasi
un mese dopo la firma di un accordo tra Mosca e Kiev, definita dai
dimostranti arrabbiati un atto “contro la sovranità dell'Ucraina”. Il
nuovo accordo tra i due paesi vicini consentirebbe a Mosca un ampio uso
di porti navali dell'Ucraina nel Mar Nero, in cambio dell’esportazione
di una piccola quantità del gas naturale dalla Russia verso l’ex
repubblica sovietica.
[...]




Q: - Di quali altre colpe si è macchiata la Norvegia verso i dominatori Usraeliani per meritarsi una punizione così sanguinosa?



A. Vediamo un po’:


1) Da “Views and News from Norway” del 14-02-2011:



La Norvegia tra coloro che vogliono spaccare la NATO



Nuove
indiscrezioni di Wikileaks hanno rivelato quanto siano profonde le
divisioni all’interno della NATO su questioni chiave della sicurezza
europea. Il governo norvegese è accusato di essere parte di una presunta
“banda dei cinque” filorussa, insieme a Francia, Germania, Olanda e
Spagna. [...] In una riunione d’emergenza del Consiglio della NATO
tenutasi il 12 agosto [2008] in occasione del conflitto tra Russia e
Georgia, gli alleati non riuscirono a trovare una posizione comune sulla
guerra. La “banda dei cinque”, come la definiscono gli americani,
avrebbe affermato che l’annuncio dell’ingresso di Georgia e Ucraina
nella NATO avrebbe avuto il solo scopo di provocare i russi, mentre la
parte opposta considerava la decisione di non garantire a questi paesi
una piena partecipazione come una sorta di “luce verde” data ai russi
per fare ciò che volevano. Solo il 19 agosto si riuscì ad arrivare ad
una dichiarazione comune sulla crisi. [...]



2) Dal sito “Workers World”, 21-07-2011:



Escalation dei bombardamenti NATO contro la Libia



[...] Anche
la Norvegia [insieme all’Olanda] sta ritirando la propria
partecipazione [alla guerra in Libia]. A partire dal 1° agosto, le sue
forze aeree non saranno più coinvolte negli attacchi. Questa crescente
riluttanza da parte di diversi paesi membri della NATO ha portato il
ministro della difesa britannico, Liam Fox, ad accusare questi governi,
il 13 luglio scorso, di non fornire sufficienti forze aeree per la
campagna in corso.
[...]


3) Da “Tundra Tabloids” del 27-03-2011 (ovvove supvemo!)



Norvegia:
il partito socialista proporrà una mozione in cui si chiede di
bombardare Israele in caso di azioni contro Hamas a Gaza.




Siamo
arrivati a questo. Il Sosialistisk Venstreparti (Partito Socialista di
Sinistra) di Kristin Halvorsen, facente parte della coalizione di
governo norvegese, conta di far votare una mozione in cui si richiede
un’azione militare contro Israele nel caso che questi dovesse decidere
di agire contro Hamas a Gaza!
[...]






4) Da “Rohama.org” del 15-01-2011:



La Norvegia sarà la prima nazione europea a riconoscere la Palestina



Jonas
Gahr Stoere, Ministro degli Esteri norvegese, ha detto ad una
conferenza stampa svoltasi a Ramallah, insieme al Primo Ministro
palestinese Salam Fayyad, che il suo paese sarà uno dei primi a
riconoscere il futuro stato palestinese una volta che le sue istituzioni
saranno approntate secondo gli schemi e i progetti previsti
dall’Autorità Nazionale Palestinese.
[...]


5) Dal sito norvegese “Politisk.tv2.no” del 21-07-2011: (ovvove degli ovvovi!)



Jonas Gahr Støre [Ministro degli Esteri norvegese]: l’occupazione deve finire, il muro deve essere demolito e bisogna farlo subito!
Il
ministro degli esteri è stato accolto con richieste di riconoscimento
dello Stato Palestinese quando, giovedì, si è recato in visita ad un
campo estivo della gioventù laburista a Utoya.



N.B.:
guarda caso, il campo di Utoya che il ministro Store aveva visitato il
21 luglio (qui sopra vedete una foto della visita) è stato proprio il
teatro della strage compiuta il giorno successivo dal folle “estremista
di destra”. Con tutta la buona volontà, non riesco proprio a immaginare
un avvertimento dal significato più eloquente di questo.


Q: Quali metodi hanno utilizzato i servizi segreti per il doppio attentato?

A: Qui si possono fare solo delle ipotesi, ma poiché il modus operandi
è stato osservato in molti attacchi precedenti dello stesso tipo
l’immaginazione non dovrà essere sottoposta a sforzi eccessivi.
Il primo
sistema, piuttosto ben rodato, è quello di organizzare,
contemporaneamente o a ridosso degli attentati, delle “esercitazioni
militari” che seguiranno – guarda un po’ la coincidenza – la stessa
falsariga di ciò che avverrà durante gli attentati “veri”. Il sistema è
stato messo a punto dai servizi segreti israeliani ed ha lo scopo di far
circolare liberamente – col pretesto dell’”esercitazione” - gli uomini,
i mezzi e i materiali che dovranno servire a portare a termine
l’attacco. Questo sistema è stato utilizzato, com’è noto, per gli
attacchi dell’11 settembre negli Stati Uniti, quando il NORAD e il
Consiglio di Stato Maggiore americano avevano
in corso “esercitazioni” riguardanti il dirottamento di un aereo
governativo e lo schianto di un velivolo contro un palazzo
. Stesso
discorso per gli attentati a Londra del 7 luglio 2005, avvenuti
“incidentalmente” proprio nel momento in cui governo e polizia stavano conducendo una “simulazione” di attentato nella metropolitana londinese.


Qualcosa
di simile è avvenuto per l’attacco “con autobomba” nel centro di Oslo,
che non ha colpito solo la sede del giornale Verdens Gang, come alcune
fonti di stampa hanno riportato, bensì vari edifici governativi,
affinché il messaggio arrivasse forte e chiaro. Da notare che, in molti
casi, gli attacchi attribuiti ad “autobombe” sono realizzati in realtà
con esplosivi piazzati preliminarmente in punti sensibili degli
obiettivi da colpire. L’attacco era stato anticipato, mercoledì scorso, da una tipica “esercitazione” della polizia antiterrorismo proprio nel centro di Oslo, a 200 metri di distanza dalla Operahuset.
La polizia – dice l’articolo – ha fatto esplodere delle cariche
esplosive a scopo di “simulazione”, ma si è “dimenticata” di comunicare
ai residenti di avere delle esercitazioni in corso, suscitando così
spavento e allarme nella popolazione. Il capo dell’ufficio stampa della
polizia di Oslo, Unni Grondal, aveva dichiarato all’Afterpost: “E’ qualcosa di cui non eravamo stati avvisati. Non succederà più”. Invece è successo di nuovo poche ore dopo.


Per ciò
che riguarda l’attacco all’isola di Utoya, è rilevante notare
l’assurdità delle versioni pubblicate dalla stampa mainstream, secondo
le quali il biondo “estremista di destra”, Anders Behring Breivik,
avrebbe fatto tutto da solo: avrebbe piazzato l’autobomba nella capitale
e poi se ne sarebbe andato tranquillamente a Utoya a massacrare un
centinaio di persone. Non credo ci sia bisogno di spiegare, a chi vive
nel mondo concreto e non in un film di Chuck Norris, perché
quest’affermazione sia ridicola. E’ chiaro che le operazioni sono state
eseguite da persone diverse. Ed è certo come l’oro che la stessa strage
di Utoya è stata compiuta da un commando composto da diverse persone,
visto che quasi tutti i testimoni sopravvissuti parlano di più persone
coinvolte nell’attacco, né si capisce come un unico individuo, per
quanto ben armato, possa aver compiuto una strage di simili proporzioni
senza incontrare resistenza.
E’ da notare che il Mossad israeliano recluta
spesso informatori e operativi tra i rifugiati, in particolare
palestinesi, ma non solo, che richiedono asilo politico in Norvegia
.
Il Mossad opera in Norvegia in cooperazione con i servizi segreti
locali, sotto la copertura del cosiddetto “Kilowatt Group”, una rete
d’intelligence che vede la partecipazione, oltre che di Israele e
Norvegia, anche di altri paesi quali Svizzera, Svezia e Sudafrica e che
si maschera – manco a dirlo – sotto la finalità di facciata della “lotta
al terrorismo”.


Infine,
non va dimenticato che la creazione di “psicopatici e assassini seriali”
attraverso il lavaggio del cervello è sempre stato una specialità delle
pratiche di controllo mentale dell’MK-Ultra, il quale possiede anche un suo braccio norvegese. Questo articolo del sito Forward America, riferendo degli esperimenti compiuti in Norvegia, riporta tra l’altro:


“Il numero del Norway Post
del 4 settembre 2000, ha rivelato che anche il governo norvegese, tra
gli anni ’50 e i ’60, iniettò LSD a bambini, pazienti in cura
psichiatrica e ad altre persone. Dieci dei soggetti morirono. Uno dei
motivi che rendevano urgenti gli esperimenti di controllo mentale era il
fatto che il mondo intero aveva visto cosa fossero stati capaci di fare
i comunisti cinesi alle menti dei prigionieri americani. Era anche
risaputo che l’URSS aveva catturato molti scienziati tedeschi che
avevano compiuto esperimenti sul controllo mentale”.


Se si
necessita di uno o più psicopatici pronti a compiere una strage in
qualunque paese del mondo, le organizzazioni d’intelligence, grazie ad
un’esperienza ormai cinquantennale nel campo, possono fornirne a
volontà. Penseranno poi i giornali a dipingerli come “fanatici di
estrema destra”, con la svastica tatuata sul cranio e il ritratto del
Fűhrer sul comodino. Il pubblico non esiterà un attimo a bersi storielle
di questo tipo. L’importante è che le autorità politiche delle nazioni
colpite, avendo orecchie per intendere, intendano il messaggio e ne
facciano tesoro. Chissà se dopo questa “folle” strage, compiuta da un
“pazzo isolato” sul suolo nazionale norvegese, il primo ministro Jens
Stoltenberg – i cui figli, guarda la coincidenza, si trovavano al meeting laburista di Utoya
e si sono salvati per miracolo – e il Ministro degli Esteri Jonas Gahr
Stoere – che era stato a Utoya poco prima e ha rischiato di rimanere
coinvolto nella sparatoria – avranno capito l’antifona e imparato a
essere più ubbidienti?
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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da QueenMillennia il Lun 25 Lug 2011 - 13:01

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/07/25/visualizza_new.html_781513538.html



Piemonte, forte scossa di terremoto, prima stima magnitudo 4.3


L'Istituto Nazionale di Geofisica ha confermato una scossa "di notevole intensità ", ma non è ancora stata definita la magnitudo

25 luglio, 14:52

(ANSA) - ROMA, 25 LUG - Una forte scossa di terremoto e' stata avvertita poco dopo le 14.30 in Piemonte. Il sisma e' stato distintamente avvertito anche a Torino.

La scossa è stata sentita alle 14:32 in maniera netta a Torino. Molte persone sono scese in strada.

L'Istituto Nazionale di Geofisica ha confermato che in Piemonte vi è stata una scossa "di notevole intensità ", ma non è ancora stata definita la magnitudo. Il sisma è stato registrato da più stazioni della rete sismica nazionale.

PRIMA STIMA MAGNITUDO 4.3 - Secondo una prima stima raccolta dall'ANSA, ed in attesa di conferma ufficiale, il sisma sarebbe stato di magnitudo 4.3, con epicentro nell'area di Villar Perosa, a pochi chilometri da Torino.

SCOSSA AVVERTITA ANCHE AD AOSTA - La scossa di terremoto verificatasi poco dopo le 14.30 in Piemonte è stata avvertita anche ad Aosta e in alcune zone della regione. Numerose sono le telefonate che giungono in questi minuti alla Centrale unica di soccorso regionale. Al momento non sono stati segnalati danni.

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Re: Rassegna Stampa del Regno

Messaggio Da varanasy il Lun 25 Lug 2011 - 13:53

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=37259

Tramite: assemblea permanente NOTAV



Nella valle che resiste un uomo che decide di stare al posto giusto, nel
momento giusto, diventa l'uomo sbagliato nel momento sbagliato, nel
luogo peggiore. Era giusto esserci, oggi, insieme a chi ha scelto di
indossare il cappello degli alpini e passeggiare al di là delle reti di
un cantiere che non c'è. Ed era giusto esserci, questa sera, per
partecipare all'evento NO TAV = NO MAFIA organizzato per ricordare
Borsellino, Falcone e tutte le vittime della mafia, inclusi gli uomini e
le donne della scorta che per lottare contro la mafia hanno perso la
vita. Al contrario di chi, oggi, ha ancora una volta attaccato cittadini
disarmati, sparando NON per allontanarli per effetto dei gas
lacrimogeni (peraltro tossici, al CS), ma con il preciso intento di
COLPIRLI con i proiettili, troppo spesso sparati ad altezza uomo,
puntando non tanto chi si avvicina al cancello, ma chi si avvicina con
una fotocamera o una telecamera in mano. Già, perché di questo hanno
paura più che di una pietra, di chi si "arma" di pericolose videocamere e
poi è pronto a raccontare la verità, quella che non sentirete a nessun
TG.

La verità è che non è stato possibile commemorare le vittime della
mafia, non è stato possibile ricordare i nomi di Agostino, Claudio,
Emanuela, Vincenzo, Eddie Walter, uccisi per mano della mafia e schegge
deviate di quello stato che con la mafia aveva scelto di venire a patti
piuttosto che combatterla. A.L., Valsusino doc over 45, come tutti noi,
voleva tenere viva la memoria di questi uomini e queste donne,
ricordandoli nel luogo dove oggi un'intera popolazione resiste e lotta
contro l'ennesima grande opera inutile e devastante che vogliono
imporre con la forza per favorire gli interessi di pochi, consapevoli e
noncuranti dell'altissimo rischio di infiltrazioni di mafia e
'ndrangheta.

http://3.bp.blogspot.com/-5mVMDvrH9y8/Ti1MZdPhhdI/AAAAAAAACdI/rZh1QUV69LY/s1600/IMG_4281.jpg
Alle 19:45 stava preparando, insieme ai compagni di Resistenza Viola, il
materiale per allestire la videoproiezione del film "IO RICORDO"
davanti alla centrale, poiché era previsto di estendere l'invito anche
alle forze dell'ordine, alle quali avremmo regalato alcune Agende Rosse.
Poi gli spari, alcuni lacrimogeni arrivano nell'area tende ed è il
caos. A.L. ha già vissuto quella scena, lo sgombero, il 3 luglio, le
notti... è pronto, indossa la maschera antigas, gli occhialini e corre
nella zona dove si stava recando per preparare l'evento, tiene in mano
la macchina fotografica per documentare ed è pronto ad aiutare chi ne
avesse bisogno. Raggiunge il ponte tra una marea di gente che corre,
occhi gonfi, tosse, qualcuno sembra disorientato. C'è molto fumo, troppo
per capire da dove stanno sparando, quasi una coltre di nebbia. A.L.
tenta di filmare e, poco prima di essere colpito al volto riesce a
filmare il lancio di un lacrimogeno che parte, presumibilmente, dai
mezzi mobili, quelli che hanno montati dei piccoli "cannoni" usati
soprattutto per lanciare lacrimogeni a lunghe distanze. Ma qui parliamo
di 20, forse 30 metri. Con quei mezzi, infatti, stavano sparando NON
SOLO nell'area tende, ma anche sui NO TAV che ancora resistevano nella
zona del ponte, a pochi metri dal cancello dietro il quale erano fermi i
blindati. UN SECONDO è il tempo impiegato dal colpo che dal blindato
raggiunge il ponte. Poi il video s'interrompe. A.L. viene colpito in
pieno volto pochi secondi dopo, la maschera distrutta, il colpo è
talmente forte da farlo cadere a terra. Alcuni compagni lo aiutano a
sollevarsi e allontanarsi, ha il volto coperto di sangue, è confuso, non
riesce a parlare. Raggiunge l'area tende dove subito arrivano alcuni
medici presenti alla manifestazione e gli prestano le prime cure, la
situazione è grave, naso e mascella sono gonfi, perde molto sangue, ha
lacerazioni interne, sotto il palato, viene portato in auto al pronto
soccorso di Susa.

Arrivato al pronto soccorso i medici, vista la gravità della situazione,
lo sottopongono ad una TAC, che rivelerà fratture multiple a naso,
mascella, lacerazioni profonde che vengono suturate immediatamente, ma
la prognosi resta riservata, in attesa di trasferimento al reparto di
chirurgia maxilo facciale di un ospedale di Torino, dove verrà
sottoposto ad intervento chirurgico.

http://2.bp.blogspot.com/-EnFBXQeva0k/Ti1MmixG9rI/AAAAAAAACdM/TAe6IJzkOac/s1600/IMG_4277.jpg

Doveva essere una giornata colorata, pacifica, resistente ancora una
volta all'insegna della non violenza che da sempre contraddistingue le
azioni del movimento NO TAV. Ma la frangia violenta ha agito ancora,
presumibilmente usando nel modo peggiore (sparando a distanza troppo
ravvicinata) un'arma che avrebbe lo scopo di allontanare le persone per
effetto dei GAS e non per la spinta dei PROIETTILI! In questo modo la
frangia violenta è quella in divisa, l'ingiustizia è coperta ancora una
volta da una legalità svuotata ormai di ogni significato, se non quello
di garantire l'impunità a chi commette forse la peggiore delle violenze,
perché di questo si tratta quando un esercito armato fino ai denti
spara a cittadini disarmati. La macchina del fango ha continuato per
giorni nell'azione preventiva di costruire quanto oggi è accaduto,
parlando di "infiltrati" reduci dalle manifestazioni per il decimo
anniversario del G8 di Genova, oltre ai black bloc dei quali si continua
a parlare, ma che nessuno evidentemente è in grado di identificare e
arrestare (sarà che sono sempre un'invenzione?), quindi dovevano agire,
dovevano creare gli scontri e l'hanno fatto prima del solito. Perché le
altre sere attendevano una certa ora, ma questa volta no: hanno gasato
il campeggio, dove c'erano anche anziani, donne e bambini, tra le 19:30 e
le 20:00, annullando così gli eventi previsti, perché nella valle che
resiste non si può dire che NO TAV = NO MAFIA!



Dall'ospedale A.L. manda un messaggio a tutti: "non mollate, ragazzi.
Non molliamo. Resistere! Resistere! Resistere!". Uno dei medici che lo
ha accolto al pronto soccorso ha semplicemente detto, dopo averlo
esaminato "Lo stato è morto, la democrazia è morta, ma te ne rendi conto
solo quando vedi queste cose". Queste cose noi non vogliamo più
vederle. Abbiamo il diritto di conoscere le regole d'ingaggio, e di
sapere chi ha ordinato di sparare sulle persone (altezza uomo) da quei
blindati, con una potenza che ha rischiato di UCCIDERE perché avrebbe
potuto finire così se A.L. fosse stato, come tanti, sprovvisto di
maschera. Sappiamo che gli uomini in divisa hanno filmato tutto, sta a
loro identificare esecutori e mandanti, inclusi i responsabili politici.
Perché ancora una volta è stata ridotto ad una questione di ordine
pubblico un problema che ha a che fare con la democrazia, con il
fallimento della politica, con uno stato assente. Ora è giusto che nelle
forze dell'ordine sia avviata un'inchiesta ed è tempo che la politica
torni ad affrontare la questione che da 22 anni non trova soluzione. E'
tempo di riportare il tema sul piano politico, dove da sempre avrebbe
dovuto essere affrontato democraticamente. La Valsusa è pronta, ma non
chiedeteci di ascoltare, o di discutere "come" accettare quest'opera
inutile e devastante, e non tentate di farcela digerire spostandola in
Liguria perché il messaggio è sempre stato forte e chiaro: né qui, né
altrove.

E' arrivato il momento di fare allontanare le truppe e riaprire il
dialogo. La Valsusa è pronta a spiegare le ragioni del NO, come lo è
gran parte degli italiani.



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varanasy

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Re: Rassegna Stampa del Regno

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