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Ah, la scienza, la scienza

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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da gelese il Gio 2 Giu 2011 - 17:26

rextiffany ha scritto:
gelese ha scritto:la scienza che avanza ed offre sempre nuove discipline e nuovi stimoli.

[url=http://blog.libero.it/Ruttando/376269.html
http://blog.libero.it/Ruttando/376269.html[/quote[/url]]

e trova anche persone interessate a queste nuove discipline e che si aggiornano su di esse happy
certo... io, per esempio, sono interessato a tutto lo scibile umano e non solo
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gelese

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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da telemaco il Ven 3 Giu 2011 - 20:34

.....non ho ancora abbastanza riscontri in merito....ma il recitare per me è come una forma di meditazione....
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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da telemaco il Ven 3 Giu 2011 - 20:35

....c'è chi dice che il buddismo sia un pò religione e un pò scienza....c'è del vero in queste affermazioni....
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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da mariomorelli il Lun 6 Giu 2011 - 21:32

telemaco ha scritto:....c'è chi dice che il buddismo sia un pò religione e un pò scienza....c'è del vero in queste affermazioni....


Caro Tele tutte le religioni poco hanno a che fare con la scienza.....dogma e sperimentazione non vanno molto d'accordo.
Un caro saluto, M.M.

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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da varanasy il Lun 27 Giu 2011 - 8:14

A proposito di pratiche religiose e scienza, eccoti servito Mario

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=39293

La meditazione batte i farmaci

di Adele Sarno - 24/06/2011

Fonte:
La Repubblica [scheda fonte]


Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience, lo
zen ha un effetto analgesico. Durante l'esercizio della concentrazione
"positiva", nel cervello si accendono alcune aree e se ne spengono
delle altre in un'azione "combinata" che riduce la sofferenza anche del
40%







ROMA - Altro
che analgesici: quando il dolore è troppo forte basta un'ora di
meditazione. La capacità di concentrare la propria mente e liberarla
dai pensieri negativi, infatti, avrebbe il potere di ridurre
l'intensità del dolore fino al 40%. Non solo, abbasserebbe del 57%
anche quella sensazione spiacevole che segue la sofferenza. Queste
"certezze" sono il punto d'arrivo di uno studio, pubblicato sul Journal of Neuroscience,
secondo il quale lo zen batte i farmaci perché è in grado di
influenzare l'attività delle aree cerebrali che controllano lo stimolo
doloroso, regolandone il grado di intensità. In altre parole, dicono i
ricercatori del Wake Forest Baptist Medical Center di Winston-Salem
(Usa), la meditazione ha il potere di "assopire" la corteccia
somatosensoriale e di "svegliare" il cingolo anteriore, l'insula
anteriore e la corteccia fronto-orbitale. Questa azione "combinata"
sulle aree che governano la percezione del dolore ha un potere
analgesico.

"L'effetto che abbiamo riscontrato è sorprendente -
spiega Fadel Zeidan, autore dello studio - basti pensare che la morfina
o altri antidolorifici riducono in media il dolore del 25%". Per
testare gli effetti postivi della meditazione sul dolore, il team ha
coinvolto 15 volontari. Tutti erano novizi dello zen. Per questo il
campione è stato invitato a partecipare a un corso intensivo di una
paricolare forma di meditazione, chiamata 'mindfullness'. Ogni lezione
di "attenzione focalizzata" durava 20 minuti, durante gli incontri ai
partecipanti si chiedeva di concentrare la mente sul respiro, di
mandare via pensieri intrusivi ed emozioni negative.

Contemporaneamente
gli studiosi, con un'apposita apparecchiatura sistemata sotto la gamba
destra dei soggetti, generavano per cinque minuti un calore
dolorifico, raggiungendo una temperatura di 49 gradi centigradi. Prima e
dopo le lezioni, i ricercatori fotografavano ciò che accadeva nel
cervello dei partecipanti grazie a una speciale risonanza magnetica,
chiamata Arterial spin labelling. Questa particolare tecnica è in grado
di rilevare, attraverso la mappatura del flusso sanguigno, l'intensita
del dolore. Così registravano le reazioni dei partecipanti al dolore
sia durante l'esercitazione sia mentre erano a riposo. E' emerso che la
meditazione spegne il dolore riducendolo del 40%, con delle punte del
93% in alcuni volontari.

A livello cerebrale le scansioni
hanno messo in evidenza una riduzione significativa dell'attività della
corteccia somato-sensoriale, un'area fortemente coinvolta nella genesi
della sensazione di dolore. Contemporaneamente si iperattivavano anche
altre zone: il cingolo anteriore, l'insula anteriore e la corteccia
fronto-orbitale. "Queste regioni cerebrali - dicono i ricercatori -
plasmano il modo in cui il cervello costruisce l'esperienza del dolore a
partire dai segnali nervosi provenienti dal corpo". Una delle ragioni
per cui la meditazione può essere stata così efficace nel bloccare il
dolore è che non agisce su una singola regione del cervello, ma a più
livelli.

"Questo studio - dice Fadel Zeidan - mostra che la
meditazione produce effetti realmente positivi sul cervello. E che
quindi potrebbe garantire il controllo del dolore senza l'utilizzo di
farmaci".


Tante altre notizie su www.ariannaeditrice.it
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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da gelese il Lun 27 Giu 2011 - 19:45

Afrodisiaci per una sessualità al top!

Zafferano e ginseng sono tra gli afrodisiaci migliori per vivere una sessualità al top. È quanto sostenuto da un team di studiosi del Guelph's Department of Food Science dell'University of Guelph, in Ontario (Canada), diretto dal dott. Massimo Marcone. Pare infatti che il ginseng e lo zafferano, inseriti nella dieta quotidiana, sarebbero in grado di migliorare la sessualità di coppia e riaccendere il desiderio.

Ma zafferano e ginseng non sarebbero gli unici afrodisiaci favorevoli alla sessualità, in quanto benefici simili sono stati riscontrati anche in una sostanza naturale estratta dagli alberi yohimbe dell’Africa occidentale.

Afrodisiaci naturali: zafferano, ginseng e non solo…

La ricerca canadese è stata realizzata incrociando i vari studi condotti sui singoli afrodisiaci presenti in natura. L’esperto coordinatore della ricerca, Massimo Marcone ha spiegato che “gli afrodisiaci sono impiegati da secoli, ma delle loro qualità reali se ne conosce ancora ben poco. Per avvalorare le qualità benefiche degli afrodisiaci sulla sessualità è necessario che vi siano ulteriori studi scientifici sull’argomento simili a questo”.

Ma oltre al ginseng e allo zafferano quali sono gli altri afrodisiaci naturali capaci di migliorare la sessualità e le prestazioni sessuali? Secondo gli esperti un beneficio si riscontra anche dal consumo di muira puama, ossia di una pianta brasiliana e di radice di maca, ovvero una pianta di senape proveniente dalle Ande.

E gli afrodisiaci tradizionali?

Tra gli afrodisiaci tradizionali certamente non può non essere menzionato il cioccolato. Ma gli esperti ritengono che modeste quantità di cioccolato non bastano a migliorare la sessualità e le prestazioni sessuali, e che solo pochi individui risultano essere più sensibili a componenti del cioccolato come la feniletilamina (sostanza che stimola i livelli di serotonina ed endorfina).

A conclusione va detto che, nonostante zafferano, ginseng ed altri afrodisiaci abbiano dimostrato di avere delle potenzialità per la miglioria della sessualità, rimangono ancora dei dubbi sulle quantità da assumere. Infatti come lo stesso prof. Marcone afferma “saranno necessari altri studi per determinare in quali quantità questi afrodisiaci abbiano effetto sugli uomini”.
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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da gelese il Lun 27 Giu 2011 - 19:45

mariomorelli ha scritto:
telemaco ha scritto:....c'è chi dice che il buddismo sia un pò religione e un pò scienza....c'è del vero in queste affermazioni....


Caro Tele tutte le religioni poco hanno a che fare con la scienza.....dogma e sperimentazione non vanno molto d'accordo.
Un caro saluto, M.M.

falso!
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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da varanasy il Lun 27 Giu 2011 - 19:57

sugli afrodisiaci....mah, un chilo di ginseng e zafferano dovrebbe bastare...no, ho visto che c'è perplessità sulle quantità....
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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da varanasy il Mar 28 Giu 2011 - 9:41

http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=831:gianluca-freda&catid=27:medicina&Itemid=44

L'ULTIMA RESISTENZA DI MAX VON PETTENKOFER





Scritto da Gianluca Freda

Martedì 21 Giugno 2011 01:04




“L’origine
delle malattie è nell’uomo e non fuori di esso; ma le influenze esterne
agiscono sull’intimo e fanno sviluppare le malattie [...]. Un medico
[...] dovrebbe conoscere l’uomo nella sua interezza e non solo nella sua
forma esterna”.


(Paracelso)








Ero
bambino quando, nel 1973, a Napoli scoppiò una delle periodiche epidemie
di colera. Gli effetti del contagio sulla popolazione furono
relativamente contenuti (una trentina di morti in tutto), ma l’economia,
in particolare quella ittica, ne risultò devastata. I TG e i reportage
televisivi dell’epoca trasmettevano a ripetizione le immagini di un
pescatore napoletano che, nel disperato tentativo di dimostrare
l’inesistenza del contagio vibrionico, diluviava cozze e patelle crude
dinanzi alle telecamere, in una performance poi divenuta, nei decenni
successivi, paradigmatica dell’incultura popolare sulle questioni
epidemiologiche.


Eppure
la grottesca esibizione sperimentale di quell’anonimo operatore ittico
partenopeo aveva, come scoprii molti anni dopo, un assai più illustre e
spettacolare precedente. Nel 1892, il celebre medico e chimico bavarese
Max von Pettenkofer chiese a Robert Koch, che nove anni prima aveva
isolato il bacillo del colera, di inviargli un campione delle sue
colture vibrionali. Koch glielo inviò. Qualche giorno dopo, Pettenkofer
lo ringraziò con una lettera, nella quale scriveva:


“Il
Dottor Pettenkofer offre al Dottor Professor Koch i propri rallegramenti
e lo ringrazia per la fiala contenente i cosiddetti vibrioni del
colera, che egli è stato così gentile da inviargli. Il Dottor
Pettenkofer ne ha bevuto l’intero contenuto ed è lieto di informare il
Dottor Professor Koch che egli permane nella consueta ottima salute”
.


Pettenkofer,
intestarditosi su una prospettiva epidemiologica del tutto differente,
se non addirittura opposta, rispetto a quella di Koch, aveva in effetti
trangugiato non un qualsiasi prodotto potenzialmente infetto, ma
un’intera coltura di bacilli del colera, senza riportare conseguenze.
Non riuscendo a spiegare il fenomeno in modo convincente, i
“contagionisti” dell’epoca sostennero che i bacilli del colera erano
stati probabilmente neutralizzati dalla forte acidità di stomaco di
Pettenkofer; il quale all’epoca aveva 74 anni ed effettivamente entrava
in preda a forti disturbi dispeptici ogni volta che sentiva parlare
delle teorie, che reputava campate in aria, dei suoi avversari
accademici. A parte questo, godeva di ottima salute. E se si esclude
un’infezione alla gola che aveva accentuato la sua cronica malinconia,
era ancora in discreta forma quando, nove anni più tardi, si suicidò con
una revolverata alla tempia.


Il
suicidio di von Pettenkofer segnò la fine dell’ultima resistenza contro
le teorie dei “contagionisti”, poi elaborate nella cosiddetta “Teoria
dei Germi”. Tale teoria, che nel XX secolo regnerà incontrastata,
individua come causa diretta delle malattie l’azione dei
microrganismi (virus, bacilli, ecc.), restringendo dunque l’indagine
eziologica sulle patologie ad un “attacco all’organismo” da parte di
agenti esterni e rifiutando ogni valutazione differente, tanto rispetto
al possibile influsso di altri fattori, quanto rispetto all’effettivo
ruolo svolto dai cosiddetti “agenti patogeni” nello scenario epidemico.


Anche
laddove non sia possibile ricondurre una data patologia all’azione di un
agente esterno specifico, non essendo tale agente individuabile (come
nel cancro, nel parkinson, nell’alzheimer, ecc.), si dà comunque per
scontato che esista, da un lato, un “ente sano” (l’organismo umano) e
dall’altro un qualche nemico che lo aggredisce per comprometterne la
salute. Un nemico, in questi casi, ancor più insidioso perché
sconosciuto e invisibile. Un nemico contro il quale occorre “lottare”
(si parla comunemente di “lotta contro il cancro”, “contro l’alzheimer”,
ecc., come se tali patologie fossero invasori barbarici che assaltano
una cittadella incustodita) e che occorre “sconfiggere”.


Questa
concezione della malattia, tipica della medicina occidentale, ricalca
alla perfezione l’atteggiamento politico e culturale che è stato proprio
dell’Occidente nell’ultimo secolo. Anche in politica esiste un “ente
sano” (la democrazia) continuamente assediato dal caos, da perfidi
nemici esterni (la dittatura, il comunismo, il terrorismo, Berlusconi,
ecc.) che mirano a distruggerla e contro i quali occorre difendersi. E
per difendersi occorre che i singoli rinuncino ad ogni iniziativa
personale e si mettano nelle mani di un’autorità superiore, che
provvederà ad adottare le necessarie misure cautelative. Così, per
difendersi dal “terrorismo”, i cittadini permetteranno ai governi di
vietare i raduni, di limitare la libertà d’espressione, di sorvegliare i
loro movimenti con telecamere disposte ovunque, di incarcerare e
torturare senza prove e senza processo, e così via. Allo stesso modo,
delegando alle autorità sanitarie le adeguate misure di profilassi, le
masse accetteranno passivamente trattamenti sanitari obbligatori,
vaccinazioni imposte, protocolli terapeutici standardizzati tanto più
diffusi quanto più palese è la loro assurdità e inefficacia; e non
oseranno fiatare di fronte alla criminalizzazione di ogni devianza che
provi a sfidare l’ortodossia medica dell’elite e a proporre terapie
alternative.


Per
tenere in piedi questo teatro dell’”accerchiamento ostile” perenne, che
porta infiniti vantaggi politici ed economici alle elite dirigenti, la
medicina ufficiale ha bisogno di funzionari che siano poco più che
burocrati. Occorrono tecnici, esperti settoriali, specialisti che siano
competenti in un circoscritto campo dello scibile e non possiedano
quella visione d’insieme che consentirebbe loro di mettere in
discussione alla radice l’impostazione dogmatica costituita; secondo la
quale l’essere umano è un ente a sé, separato dalla natura. E la natura
gli sta intorno al solo scopo di insidiarlo, di aggredirlo
proditoriamente, con armi ignote che solo la saggezza e la preparazione
“scientifica” dei dominanti sono in grado di neutralizzare. Le posizioni
di potere e il profitto economico dell’elite sono garantiti da questo
autodichiarato monopolio sugli strumenti salvifici in grado di debellare
e sottomettere le forze avverse del creato.


Max von
Pettenkofer non era uno di questi burocrati specializzati. Egli fu uno
degli ultimi studiosi di medicina a poter contare su una formazione
umanistica completa. Prima di dedicarsi agli studi di medicina e di
chimica presso l’Università di Monaco, aveva studiato grammatica e
latino al Ginnasio, era appassionato di letteratura, si interessava di
filologia, aveva scritto poesie, era stato attore di teatro. Chi lo
conobbe, lo descrive come un uomo di forti sentimenti, gioviale, dotato
di uno spiccato senso dell’umorismo, cui faceva da sottofondo un
costante velo di malinconia.


Pettenkofer
non credeva nella scissione tra uomo e natura. Si rifiutava di
considerare l’organismo umano come un’entità separata dall’ambiente,
simile a un borgo cinto da mura, sotto la perenne minaccia di un
invasore in agguato. Koch aveva identificato uno di tali invasori nel
vibrione del colera, il quale – era sua convinzione – rappresentava la
causa diretta del morbo. Era il vibrione che, trasmettendosi da un
soggetto all’altro attraverso il contatto fisico oppure tramite cibi e
materiali infetti, aggrediva l’ospite e provocava l’insorgere della
malattia.
La
visione di Pettenkofer era più complessa. Egli era convinto che il
bacillo non bastasse da solo a spiegare la malattia e che per generare
l’infezione fosse necessaria un’interazione tra il germe del colera e
l’ambiente. Quando il germe veniva a contatto con suoli asciutti e
porosi, durante periodi di scarsa disponibilità idrica, esso dava
origine ai cosiddetti “miasmi”, che erano, secondo Pettenkofer, la vera
causa scatenante dell’epidemia. Questa visione delle cose escludeva, ad
esempio, che il contagio potesse trasmettersi per semplice contatto tra
individui o per ingestione di sostanze infette (ad es. l’acqua).
Affinché il germe potesse “acquisire virulenza”, occorreva che il suolo
presentasse certe caratteristiche di porosità e che contenesse materia
fecale in decomposizione. Senza tali condizioni, il germe non era in
grado di maturare ed evolversi in “miasma”. Ciò implicava che misure
come la quarantena o come la bollitura e il filtraggio dell’acqua
fossero considerate da Pettenkofer perfettamente inutili ad arrestare
l’epidemia. Non è il contatto diretto col germe che uccide, bensì il
contatto con un ambiente degradato che ha consentito al germe di
propagarsi nell’atmosfera come esalazione infettiva.


Dunque,
se per Koch il bacillo era causa diretta del morbo, nonché condizione
necessaria e sufficiente per il suo insorgere, Pettenkofer riteneva che
il vibrione rappresentasse solo una causa indiretta e che le condizioni
per il diffondersi dell’epidemia fossero almeno quattro:
- La presenza del germe;

- L’esistenza di specifiche condizioni locali (in particolare le condizioni del suolo);

- L’esistenza di specifiche condizioni stagionali (ad es. un periodo di siccità);

- L’esistenza di particolari condizioni individuali.


Pongo
l’accento sull’ultima di queste quattro condizioni. Pettenkofer ritiene
che il morbo possa attecchire soltanto in organismi già predisposti
(causa debilitazione prodotta da altre cause) alla sua ricezione. Un
organismo che non sia già debilitato per conto proprio, resterà comunque
immune alle esalazioni miasmatiche.

Riassumendo:
per Koch il germe è il mortale nemico esterno da combattere con tutte
le (potenzialmente costose) risorse che la scienza medica mette a
disposizione. Per Pettenkofer il germe non è il nemico (da solo non può
nulla) e non è esterno (è già presente, nel suo stato non virulento,
nell’organismo umano). Ciò che bisogna modificare per aver ragione della
malattia sono le modalità d’interazione tra uomo e ambiente, nonché il
rapporto del singolo con il proprio organismo. Per debellare il morbo
non servono vaccini, terapie ospedaliere, farmaci ed interventi
chirurgici. Servono servizi idrici, che assicurino abbondante fornitura
di acqua pulita; servono fognature, che permettano di smaltire la
materia fecale, sita nel sottosuolo, nella quale il germe completa la
propria mutazione in miasma epidemico; servono buona alimentazione e
vita equilibrata, che implementino la resistenza dell’organismo. Nella
visione di Pettenkofer, l’uomo, il suo corpo e il suo ambiente sono una
cosa sola ed è dagli scompensi insorti all’interno di questa unità
ecoantropica che scaturiscono le epidemie.


Pettenkofer
aveva cercato di mettere a punto un approccio integrato, fondato su
osservazioni attinenti a diversi settori dello scibile: chimica,
biologia, statistica, filosofia, politiche sociali. Questo perché
l’obiettivo che egli perseguiva era l’eliminazione o la limitazione del
contagio, che poteva essera ottenuta solo affrontando il problema nella
sua complessità, attraverso studi ad ampio raggio ed interventi mirati
che ne eliminassero le cause ambientali. Koch e i seguaci del paradigma
batterico si accontentavano invece di additare all’umanità un nemico che
giustificasse il potere della tecnocrazia, i suoi interventi invasivi,
il suo controllo sulle procedure terapeutiche. Il loro approccio era
semplificatorio, perché la finalità principale non era il miglioramento
della salute pubblica attraverso la rimozione delle cause epidemiche, ma
la perpetuazione di queste ultime. Essi non miravano a impedire la
diffusione del contagio, ma a combatterlo quando si era già affermato,
vendendo a caro prezzo l’apparato chirurgico-farmacologico necessario a
tale scopo.


Quando
all’inizio del ‘900 divenne chiaro che l’applicazione della teoria dei
germi alla salute pubblica richiedeva molto di più che la mera
individuazione dei microrganismi collegati all’epidemia, molte delle
teorie igieniste ed ambientali di Pettenkofer vennero recuperate, con
grave smacco dei “contagionisti” ormai già in piena parata trionfale.
Gli studi relativi all’influsso dell’ambiente sugli agenti patogeni, sui
vettori e sui portatori sani del contagio vennero integrati nella
teoria dei germi, come pure l’attenzione per il ruolo svolto dalle
specifiche situazioni di vita degli individui nel diffondersi delle
malattie. Ci si rese conto che l’identificazione dell’agente patogeno
(vero o presunto) non eliminava la necessità di studiare le condizioni
sociali e ambientali che ne agevolavano la diffusione, ma la rendeva
ancor più impellente.


Questo
ostacolo imprevisto sulla strada del controllo delle masse attraverso la
medicina fu comunque di breve durata. Ben presto le elite tecnocratiche
misero a punto - e diffusero poi attraverso gli appositi strumenti di
propaganda - una visione del “nemico” più funzionale ai propri
obiettivi. L’individuazione dei bacilli del colera, del tifo e della
difterite presentava come sgradevole (per le elite) controindicazione
quella di spingere le autorità sanitarie a “bonificare” gli ambienti in
cui tali bacilli prosperavano, eliminando così le cause ambientali del
contagio. Il “nemico”, così accuratamente creato, veniva in tal modo
neutralizzato prima ancora di poter essere utilizzato come remunerativo
spauracchio. Occorreva dunque un nemico indistinto, che permettesse di escludere la ricognizione eziologica
volta a determinare la causa delle patologie, che scongiurasse ogni
intervento ecoantropico a monte dei fenomeni e consentisse alla casta
medica di prosperare sulla guerra ai grandi flagelli. Sorse così l’alba
delle neoplasie, dei tumori, delle “sindromi” e delle patologie
dall’origine sconosciuta. Il grande vantaggio di tali malattie è,
appunto, che esse saltano a piè pari l’indagine sulle cause e si
concentrano sulla terapia degli effetti; il che consente di mantenere la
società nello stato di guerra permanente su cui le case farmaceutiche
hanno costruito la propria fortuna. Se fosse consentito indagare sulle
cause, si scoprirebbe che sono proprio le terapie, i vaccini (strapieni
di metalli pesanti come mercurio e alluminio) e i farmaci proposti per
la cura una delle principali cause della diffusione e della
recrudescenza di questi mali; tra gli infiniti esempi, è possibile
portare quello della “sindrome di Guillain-Barrè”, il cui insorgere – pare ormai acclarato – è legato a doppio filo alla somministrazione vaccinica;
quello della SIDS (Sudden Infant Death Syndrome), che uccide i neonati
intorno al terzo mese, proprio il periodo in cui inizia per i bambini il
ciclo di vaccinazioni obbligatorie; e naturalmente quello dei
(presunti) rimedi chemioterapici, radioterapici e chirurgici contro i
tumori, vera orgia di avvelenamenti e mutilazioni con cui si distrugge
l’organismo del paziente nel tentativo di rimuovere un disturbo di cui
non si conosce e non si vuole conoscere l’origine. La lotta permanente
agli effetti consente la perpetua medicalizzazione dei pazienti e la
sicurezza di poter contare su una domanda chirurgico/terapeutica
illimitata.


Le elite
farmaceutiche non si limitano dunque a costruire il proprio avversario:
esse coltivano e rafforzano il clima della guerra. E lo fanno sia
diffondendo, attraverso i farmaci, le stesse patologie che dovranno poi
essere curate, sia attraverso l’incessante invenzione di patologie nuove
(tutte rigorosamente refrattarie all’indagine eziologica), sia tramite
il terrorismo propagandistico della stampa, la quale si occupa di creare
e mantenere il clima di psicosi necessario a tenere alta la domanda
terapeutica.


Max von
Pettenkofer è stato uno degli ultimi studiosi in occidente a dedicarsi
alla crescita e al benessere della città, anziché alla difesa delle sue
mura contro i nemici. Aveva sviluppato una “scienza dell’igiene” che
poneva in primo piano la prevenzione, la cura dell’ambiente, la
fortificazione dell’organismo, anziché la lotta senza quartiere ai
fantasmi patogeni. Era convinto che, quando una persona si ammala, ciò
non avviene perché essa sia stata aggredita da un germe o da un bacillo
venefico; avviene perché essa ha permesso al proprio organismo di
debilitarsi, conducendo una vita insalubre, vivendo in ambienti malsani,
consumando cibi nocivi o poco nutrienti. I bacilli non creano la
debilitazione dell’organismo, si limitano a prosperare nei tessuti
debilitati, che rappresentano il loro habitat naturale. Per questo
motivo, nei suoi scritti, forniva indicazioni minuziose sul modo di
vestirsi, sull’igiene dei luoghi di riposo, sulla pulizia dell’ambiente
domestico; si interessava delle condizioni igieniche del suolo,
dell’aria, dell’acqua, del cibo, degli edifici; offriva informazioni
sull’illuminazione, sul riscaldamento, sulla ventilazione degli
ambienti, postulando che l’interazione tra la collettività e
l’ecosistema consentisse di spiegare i fenomeni epidemici in modo assai
più preciso di quanto non potessero fare le semplificazioni dei
batteriologi.
Fu uno degli ultimi studiosi a concepire la medicina e la biologia come scienze che si occupano della vita
(cioè dell’uomo inteso nella sua interezza e nel suo legame
indissolubile con la natura), prima che la medicina del ‘900 riducesse
l’essere umano ad una catasta di organi e la natura ad una presenza
malevola che trama per distruggerlo. Prima cioè che qualcuno si
accorgesse che la vita, commercialmente parlando, è un affare assai più
redditizio se viene smembrata, suddivisa in settori di competenza,
enumerata in componenti infinitesimali che rendano lo spezzatino
risultante più lucrativo dell’insieme e perfino della somma delle sue
parti.
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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da varanasy il Mar 28 Giu 2011 - 10:17

Questo piacerà a Gelese , lo metto qui tra gli articoli che trattano di scienza, mi sembra il posto più adatto

http://www.stampalibera.com/?p=27913#more-27913


E’ la qualità delle
nostre relazioni che ci darà una vita felice e realizzata



28 giugno 2011 | Autore Laura Callegaro |

<blockquote>
SIAMO TUTTI CONNESSI
Le persone pensano ancora che se troveranno la “persona giusta
saranno felici. Sperano di essere fortunati e di trovare il
“pacchetto già fatto”. Ma il principe azzurro è un personaggio solo
delle fiabe. Così facendo, poi, danno agli altri la responsabilità
della propria felicità. Ciò che rende la vita meravigliosa è la qualità delle relazioni che possiamo instaurare con gli altri.
</blockquote>
Cosa succede se in una relazione io non so dare? L’altro si stanca
di tirare la carretta. Cosa succede se in una relazione io non so
ricevere? L’altro non si sente mai importante. Cosa succede se in una
relazione io non stimo l’altro? L’altro si sente umiliato. Cosa succede
se in una relazione io non stimo me? L’altro deve farmi sempre da
mamma e dirmi quanto valgo, che ce la posso fare, che ne ho la
capacità. Cosa succede in una relazione se io non voglio crescere?
L’altro si sentirà imprigionato. Cosa succede se in una relazione io
voglio che le cose rimangano sempre uguali? L’altro si sentirà morire.
Cosa succede in una relazione se io sento di non valere? Che mi
attaccherò all’altro. Cosa succede se in una relazione io non sono mai
ottimista, vitale, gioioso, divertente? Che contagerò l’altro con la
mia negatività e creerò una relazione pesante e seria.
L’Effetto Farfalla
(Edward Lorenz): ha spiegato, mostrato e fatto vedere, come una
farfalla che muove l’aria oggi a Pechino, può trasformare i sistemi
delle perturbazioni del mese successivo a New York. Cioè, piccole
variazioni possono produrre grandi effetti.
Rupert Sheldrake fa un esperimento ripreso dalla
televisione austriaca. Delle videocamere con un codice temporale
(sincronizzate in modo da poter vedere nello stesso istante luoghi
diversi) vengono puntate su Pam Smart, che è fuori di casa, e sul suo
cane Jayee, chiuso in casa. In un momento scelto a caso, all’insaputa
tanto sua quanto del suo cane, Pam riceve una chiamata che le chiede di
ritornare a casa. In quel preciso istante il suo cane Jayee corre
alla porta ad aspettare la sua padrona. Esperimenti simili,
documentati e registrati sono stati fatti centinaia di volte e il
risultato è sempre stato lo stesso.
Esperimento di ricercatori in Pennsylvania: 42
coppie. Veniva inflitta una piccola ferita con un minuscolo strumento
pungente su di un partner della coppia. Poi i partner parlavano, in
modo privo di conflitti e veniva calcolata attentamente la velocità di
guarigione. Diversi mesi dopo stessa cosa, ma qui i partner
conversavano su questioni controverse (litigavano): soldi, parenti,
ecc. Bene: la ferita ci metteva un giorno in più a guarire e le ferite
guarivano con una velocità del 60% rispetto alle coppie della prima
sessione. L’esame della interluchina-6 (IL-6), sostanza chimica
citochina di importanza cruciale per il sistema immunitario, rilevava
tra le coppie ostili livelli altissimi (=il sistema immunitario era
stato sopraffatto).

Backster ha fatto degli esperimenti con le piante.
Ha usato un lie detector, “la macchina della verità” (rileva la
conduttività elettrica della pelle), sulle foglie di una pianta. Poi ha
messo la pianta, con gli elettrodi attaccati, nel caffè: non successe
nulla.
Poi pensò: “E se io creo un pericolo, cosa
succede?”. E gli venne in mente l’idea di prendere un fiammifero e di
bruciare la pianta. Come ebbe quell’idea il pennino quasi saltò via! Ma
lui non aveva bruciato la pianta: aveva solo avuto l’idea. “E’
possibile che la pianta abbia percepito il mio pensiero?”. La pianta
sembrava aver registrato la minaccia diretta. La pianta poi tornò
calma. Accese un fiammifero e lo lasciò tremolare sotto la pianta. Il
pennino di nuovo continuò la sua corsa sfrenata!
Backster e Hanson fanno allora questo esperimento: mettono degli
elettrodi alle piante, collegati con un pennino, e nell’istante in cui
mettevano un gamberetto vivo in contatto con l’acqua bollente, queste
schizzavano. Questo avveniva anche se tra il gamberetto che andava a
morire e le piante vi erano tre porte di distanza. Cosa significa tutto
ciò? Significa che tutte le cose viventi trasmettono avanti e indietro informazioni telepatiche in ogni istante, soprattutto nei momenti di pericolo e di morte.
Nessuno allora può più dire: “Io non posso fare nulla; io non posso
fare niente; a che serve se faccio il bene; sono l’unico che lo fa!
Non è meglio fare come tutti?”.
<blockquote>Quello che fai tu ricade su di te e sul mondo.Noi
ci pensiamo separati e diciamo: “La vita è mia e faccio quello che
voglio io”. E pensando così crediamo che quello che facciamo non abbia
una ricaduta sugli altri ma non è così invece.</blockquote>
Se urli, bestemmi, vivi nel rancore o nella rabbia, la tua risonanza si diffonde e si riverbera nel mondo.
Se, invece, ami incondizionatamente, se vivi nel perdono lasciando
andare e cadere l’odio e la rabbia, se compi gesti di bontà gratuita,
se hai compassione e tenerezza, tutto questo si riverbera in te, nella
tua famiglia e nel mondo.
Le persone dicono: “Ma perché a me va sempre male?”. E bisognerebbe
rispondergli: “Ma che razza di pensieri fai? Perché? Vivi sempre nel
rancore e nella negatività, e ciò che vivi si riverbera sulla tua
vita”. Oppure: “Perché i miei figli sono così?”. “Ma il tuo cuore
com’è?”. Oppure: “Perché non trovo nessuno? Perché a me va sempre
male?”. “Se vivi perennemente nell’invidia, nella gelosia, nella
cattiveria, cosa puoi attirarti?”.
Sei collegato al tutto e il tutto è collegato a te.
<blockquote>Tutto è in relazione e la relazione è tutto.</blockquote>


Ultima modifica di varanasy il Mar 28 Giu 2011 - 17:55, modificato 1 volta
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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da gelese il Mar 28 Giu 2011 - 12:24

varanasy ha scritto:Questo piacerà a Gelese , lo metto qui tra gli articoli che trattano di scienza, mi sembra il posto più adatto

http://www.stampalibera.com/?p=27913#more-27913


E’ la qualità delle
nostre relazioni che ci darà una vita felice e realizzata



28 giugno 2011 | Autore Laura Callegaro |

<blockquote>
SIAMO TUTTI CONNESSILe persone pensano ancora che se troveranno la “persona giusta
saranno felici. Sperano di essere fortunati e di trovare il
“pacchetto già fatto”. Ma il principe azzurro è un personaggio solo
delle fiabe. Così facendo, poi, danno agli altri la responsabilità
della propria felicità. Ciò che rende la vita meravigliosa è la qualità delle relazioni che possiamo instaurare con gli altri.
</blockquote>
Cosa succede se in una relazione io non so dare? L’altro si stanca
di tirare la carretta. Cosa succede se in una relazione io non so
ricevere? L’altro non si sente mai importante. Cosa succede se in una
relazione io non stimo l’altro? L’altro si sente umiliato. Cosa succede
se in una relazione io non stimo me? L’altro deve farmi sempre da
mamma e dirmi quanto valgo, che ce la posso fare, che ne ho la
capacità. Cosa succede in una relazione se io non voglio crescere?
L’altro si sentirà imprigionato. Cosa succede se in una relazione io
voglio che le cose rimangano sempre uguali? L’altro si sentirà morire.
Cosa succede in una relazione se io sento di non valere? Che mi
attaccherò all’altro. Cosa succede se in una relazione io non sono mai
ottimista, vitale, gioioso, divertente? Che contagerò l’altro con la
mia negatività e creerò una relazione pesante e seria.
L’Effetto Farfalla
(Edward Lorenz): ha spiegato, mostrato e fatto vedere, come una
farfalla che muove l’aria oggi a Pechino, può trasformare i sistemi
delle perturbazioni del mese successivo a New York. Cioè, piccole
variazioni possono produrre grandi effetti.
Rupert Sheldrake fa un esperimento ripreso dalla
televisione austriaca. Delle videocamere con un codice temporale
(sincronizzate in modo da poter vedere nello stesso istante luoghi
diversi) vengono puntate su Pam Smart, che è fuori di casa, e sul suo
cane Jayee, chiuso in casa. In un momento scelto a caso, all’insaputa
tanto sua quanto del suo cane, Pam riceve una chiamata che le chiede di
ritornare a casa. In quel preciso istante il suo cane Jayee corre
alla porta ad aspettare la sua padrona. Esperimenti simili,
documentati e registrati sono stati fatti centinaia di volte e il
risultato è sempre stato lo stesso.
Esperimento di ricercatori in Pennsylvania: 42
coppie. Veniva inflitta una piccola ferita con un minuscolo strumento
pungente su di un partner della coppia. Poi i partner parlavano, in
modo privo di conflitti e veniva calcolata attentamente la velocità di
guarigione. Diversi mesi dopo stessa cosa, ma qui i partner
conversavano su questioni controverse (litigavano): soldi, parenti,
ecc. Bene: la ferita ci metteva un giorno in più a guarire e le ferite
guarivano con una velocità del 60% rispetto alle coppie della prima
sessione. L’esame della interluchina-6 (IL-6), sostanza chimica
citochina di importanza cruciale per il sistema immunitario, rilevava
tra le coppie ostili livelli altissimi (=il sistema immunitario era
stato sopraffatto).

Backster ha fatto degli esperimenti con le piante.
Ha usato un lie detector, “la macchina della verità” (rileva la
conduttività elettrica della pelle), sulle foglie di una pianta. Poi ha
messo la pianta, con gli elettrodi attaccati, nel caffè: non successe
nulla.
Poi pensò: “E se io creo un pericolo, cosa
succede?”. E gli venne in mente l’idea di prendere un fiammifero e di
bruciare la pianta. Come ebbe quell’idea il pennino quasi saltò via! Ma
lui non aveva bruciato la pianta: aveva solo avuto l’idea. “E’
possibile che la pianta abbia percepito il mio pensiero?”. La pianta
sembrava aver registrato la minaccia diretta. La pianta poi tornò
calma. Accese un fiammifero e lo lasciò tremolare sotto la pianta. Il
pennino di nuovo continuò la sua corsa sfrenata!
Backster e Hanson fanno allora questo esperimento: mettono degli
elettrodi alle piante, collegati con un pennino, e nell’istante in cui
mettevano un gamberetto vivo in contatto con l’acqua bollente, queste
schizzavano. Questo avveniva anche se tra il gamberetto che andava a
morire e le piante vi erano tre porte di distanza. Cosa significa tutto
ciò? Significa che tutte le cose viventi trasmettono avanti e indietro informazioni telepatiche in ogni istante, soprattutto nei momenti di pericolo e di morte.
Nessuno allora può più dire: “Io non posso fare nulla; io non posso
fare niente; a che serve se faccio il bene; sono l’unico che lo fa!
Non è meglio fare come tutti?”.
<blockquote>Quello che fai tu ricade su di te e sul mondo.Noi
ci pensiamo separati e diciamo: “La vita è mia e faccio quello che
voglio io”. E pensando così crediamo che quello che facciamo non abbia
una ricaduta sugli altri ma non è così invece.</blockquote>
Se urli, bestemmi, vivi nel rancore o nella rabbia, la tua risonanza si diffonde e si riverbera nel mondo.
Se, invece, ami incondizionatamente, se vivi nel perdono lasciando
andare e cadere l’odio e la rabbia, se compi gesti di bontà gratuita,
se hai compassione e tenerezza, tutto questo si riverbera in te, nella
tua famiglia e nel mondo.
Le persone dicono: “Ma perché a me va sempre male?”. E bisognerebbe
rispondergli: “Ma che razza di pensieri fai? Perché? Vivi sempre nel
rancore e nella negatività, e ciò che vivi si riverbera sulla tua
vita”. Oppure: “Perché i miei figli sono così?”. “Ma il tuo cuore
com’è?”. Oppure: “Perché non trovo nessuno? Perché a me va sempre
male?”. “Se vivi perennemente nell’invidia, nella gelosia, nella
cattiveria, cosa puoi attirarti?”.
Sei collegato al tutto e il tutto è collegato a te.
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Sante parole...
non aggiungo altro
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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da gelese il Gio 30 Giu 2011 - 19:46

Rinfreschiamo le idee.....
Post n°1779 pubblicato il 29 Giugno 2011

Estate.
Caldo.
Condizionatore, se c'è. Oppure ventilatore.
Ma non è detto possa bastare.
Perchè è vero, l'aria si rinfresca, ma la sedia dove ci appoggiamo, ad esempio per stare di fronte al pc, non si raffresca per niente. Anzi, il calore aumenta, proprio là dove si "appoggia" il nostro peso.
E si suda, pure là.
Che fare?
Mettere un cuscino nel congelatore e poi, una volta congelato, sedervicisi sopra? Troppo complicato.
C'è la soluzione.
Se la sono inventata i giapponesi, che hanno una fantasia sconfinata.
Ed eccola qua:
Rinfreschiamo le idee.....
Post n°1779 pubblicato il 29 Giugno 2011 da cloudbreak
Tag: Bastard Inside...
Estate.
Caldo.
Condizionatore, se c'è. Oppure ventilatore.
Ma non è detto possa bastare.
Perchè è vero, l'aria si rinfresca, ma la sedia dove ci appoggiamo, ad esempio per stare di fronte al pc, non si raffresca per niente. Anzi, il calore aumenta, proprio là dove si "appoggia" il nostro peso.
E si suda, pure là.
Che fare?
Mettere un cuscino nel congelatore e poi, una volta congelato, sedervicisi sopra? Troppo complicato.
C'è la soluzione.
Se la sono inventata i giapponesi, che hanno una fantasia sconfinata.
Ed eccola qua:



E' un raffredda-sedia da computer, che va cioè collegato alla presa USB del pc: un cuscino con delle ventole al proprio interno, che aspira l'aria dall'esterno e la getta verso il "punto d'appoggio" sulla sedia, raffreddando la parte suddetta. Con un apposito adattatore può essere collegato anche alla presa accendisigari dell'auto, e funzionare anche mentre si sta alla guida. E raffreddare i bollenti spiriti.
Come si faceva a vivere senza di esso?




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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da varanasy il Gio 30 Giu 2011 - 20:29

quel cuscino è irrinunciabile...io lo voglio, dove si compra?

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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da gelese il Ven 1 Lug 2011 - 11:21

varanasy ha scritto: quel cuscino è irrinunciabile...io lo voglio, dove si compra?

ci tieni alla frescura delle tue chiappe eh?
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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da varanasy il Ven 1 Lug 2011 - 21:57

gelese ha scritto:
varanasy ha scritto: quel cuscino è irrinunciabile...io lo voglio, dove si compra?

ci tieni alla frescura delle tue chiappe eh?
beh, si... tu no?.... uuummm...
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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da Iaco il Dom 10 Lug 2011 - 10:33

ecco perchè muoiono le api


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http://www.youtube.com/user/IACOVIK?feature=mhee#p/f

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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da varanasy il Lun 11 Lug 2011 - 14:49

Io lo metto qua

http://www.saluteolistica.blogspot.com/L'ALBERO SIBERIANO DELLA VITA: PER PELLE, CAPELLI, UNGHIE






per acquisto qui

Il pino di Siberia detto il cedro siberiano (Pinus Siberica) viene chiamato dalle popolazioni locali anche "l'albero siberiano della vita" o "l'oro siberiano" o la "perla dell foresta siberiana". Le genti locali raccolgono da tempi antichi i frutti oleosi, simili ai pinoli italiani ma con gusto di nocciola,
dalle pigne di questi alberi alti dai 40 ai 50 metri e che possono
vivere fino a circa 800 anni di età. Questi "pinoli siberiani" per la
loro ricchezza nutrizionale costituiscono uno dei cibi più preziosi
sulla terra.


Svariate
e incredibili proprietà sono attribuite a questi pinoli, che sono
l'orgoglio della Russia. In tempi di guerra, molta gente sopravvisse
anche grazie a questi piccoli frutti.


I pinoli del cedro siberiano contengono molti oligoelementi e minerali, come il magnesio, il manganese, lo zinco, il cobalto, il ferro, il rame ed il fosforo. Contengono anche iodio naturale, il 15-19% di proteine, 55-70% di grassi ed il 14-20% di carboidrati,
così come aminoacidi essenziali come il triptofano, leucina,
isoleucina, valina, lisina, metionina, istidina ed aminoacidi non
essenziali come la cisteina, arginina e tirosina.

Inoltre, contengono macro e microelementi, molte vitamine del gruppo B e D e vitamine E ed F.

Sia al naturale che tostati, sono eccellenti da sgranocchiare come
stuzzichini antipasto. Ottimi sulle insalate, con il pesto, le salse, il
pane, incluso il pane alla frutta ed i dessert.




per acquisto QUI
L'olio di cedro siberiano viene ottenuto con un metodo completamente naturale, cioè la spremitura a freddo.
L'aroma fine e delicato della resina ed i contenuti preziosi rendono
l'olio di cedro un prodotto cosmetico universale per la pelle, il
massaggio del corpo, per la cura dei capelli e delle unghie.

I preziosi componenti dei pinoli sono particolarmente concentrati nell'olio. E' anche ideale assumere metà cucchiaino prima dei pasti per migliorare le risposte immunitarie ed il rendimento fisico e mentale.

E' raccomandato un cucchiaino preso per 40-60 giorni per rinvigorire il sistema immunitario. Ovviamente, è un olio perfetto insieme al condimento per l'insalata, grazie al suo gusto delicato di nocciola.

Contiene gli acidi pinolenico, linoleico e linolenico, e gli altri acidi grassi polinsaturi.
Il benefico acido linolenico (gamma-linolenico del gruppo Omega-3) è
contenuto nella percentuale di 27%. Questo conferisce il titolo di: la più alta fonte naturale di acido gamma-linolenico (Omega-3) fra gli alimenti conosciuti nel mondo.
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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da Iaco il Lun 11 Lug 2011 - 18:19

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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da gelese il Lun 11 Lug 2011 - 18:36

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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da Kimono il Lun 11 Lug 2011 - 18:41


un rimedio anti età per il viso e il SEDERE??? Shocked
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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da gelese il Lun 11 Lug 2011 - 18:42

Kimono ha scritto:

un rimedio anti età per il viso e il SEDERE??? Shocked
eh...
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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da varanasy il Mar 12 Lug 2011 - 10:40

http://www.informasalus.it/it/articoli/prodotti-chimici-latte.php


11/07/2011
Scoperti nel latte prodotti chimici



di Redazione InformaSalus.it

CATEGORIE: Alimentazione , Denuncia sanitaria



Scoperti nel latte prodotti chimici



Analgesici, antibiotici e ormoni della crescita. Ecco cosa si trova in un bicchiere di latte.
A rivelare quest'inquietante realtà è una ricerca condotta da alcuni
scienziati dell'Università di Jaen in Spagna e pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Chemistry.

I ricercatori hanno scoperto che una certa quantità di composti chimici
usati per curare animali, come capre e mucche, si ritrovano anche nel
latte venduto e consumato quotidianamente. Sebbene si tratti di quantità
troppo piccole per avere effetti sulla salute, lo studio mostra che i
composti chimici creati dall'uomo risiedono ormai stabilmente in tutta
la catena alimentare.

In particolare le più elevate quantità di 'medicinali' sono stati rinvenuti nel latte di mucca.
Gli scienziati sostengono che queste sostanze possono essere
somministrate direttamente agli animali per farli crescere meglio o
potrebbero essere entrate nella loro alimentazione indirettamente in
seguito ad una contaminazione ambientale. Il latte prelevato per gli
esami da 20 mucche di Spagna e Marocco conteneva tracce di sostanze
antinfiammatorie, come acido niflumico, mefenamico e chetoprofene,
comuni analgesici utilizzati per animali e persone. È stata riscontrata
inoltre la presenza di ormoni sessuali estrogeni.

La nostra metodologia di test – ha affermato Evaristo Ballesteros, che ha coordinato il gruppo di ricerca – è
altamente sensibile e fornirà un sistema molto più efficace per
determinare la presenza di questo tipo di contaminanti nel latte e in
altri prodotti. In un momento in cui il controllo della qualità del cibo
è fondamentale
”.
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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da Kimono il Mar 12 Lug 2011 - 10:48

gelese ha scritto:
Kimono ha scritto:

un rimedio anti età per il viso e il SEDERE??? Shocked
eh...

ah...
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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da varanasy il Ven 15 Lug 2011 - 9:22

http://www.stampalibera.com/?p=28539#more-28539

PERCEZIONE - IL SEGRETO OLTRE LA MATERIA

13 luglio 2011 | Autore Laura Callegaro



Fin dall’inizio della sua vita, l’uomo è condizionato a credere che il mondo in cui vive sia assolutamente una realtà materiale.
Così cresce sotto l’effetto di questo condizionamento e costruisce la
sua intera vita su questo punto di vista. Le scoperte della scienza
moderna, tuttavia, hanno rivelato una realtà completamente diversa e
significativa da quello che si presume. Tutte le informazioni che
abbiamo sul mondo esterno vengono convogliate dai nostri cinque sensi. Il mondo che conosciamo consiste in ciò che VEDIAMO, SENTIAMO, ODORIAMO, GUSTIAMO, TOCCHIAMO.
L’uomo è dipendente da questi cinque sensi fin dal momento della
nascita. Questo è il motivo per cui egli conosce il “mondo esterno”
Questo è il motivo per cui egli conosce il “mondo esterno” Eppure, la
ricerca scientifica effettuata sui nostri sensi ha rivelato fatti molto
diversi su quello che chiamiamo il “mondo esterno”.
E questi fatti hanno portato alla luce un segreto molto importante sulla
materia che costituisce il mondo esterno. Lo scienziato tedesco
Frederic Vester spiega il punto che la scienza ha raggiunto su questo
argomento: Egli ha detto: “Le dichiarazioni di alcuni scienziati secondo
i quali “l’uomo è immagine, tutto ciò che sperimentiamo è temporaneo e
ingannevole, e questo universo è un’ ombra”,sembra essere provato dalla
scienza nel nostro tempo. ”

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Re: Ah, la scienza, la scienza

Messaggio Da varanasy il Mar 26 Lug 2011 - 14:04

http://saluteolistica.blogspot.com/2011/07/le-tv-ad-alta-definizione-inducono.html

LE TV AD ALTA DEFINIZIONE, INDUCONO MANIPOLAZIONI SUL SISTEMA NERVOSO...

Non è fantascienza, dunque: scelte responsabili nell'acquisto ed uso o meno di avanzata tecnologia "domestica". Occhi al cielo per "vedere" e non ascoltare solo "normali previsioni meteo" ...
Testo originale qui: http://www.henrymakow.com/chemtrails_and_other_mind_cont.html



"Immaginate questo scenario di fantascienza: un futuristico dittatore
scientifico usa onde elettromagnetiche per controllare le menti delle
masse, rinchiudendole all’interno di una “sotto-realtà” di sentimenti negativi e di pensieri distorti.

Idea paurosa non è vero? Solo che questa non è una finzione. Gli Illuminati stanno utilizzando queste armi contro di noi proprio in questo momento, bombardandoci con onde SSSS. Due mezzi di attacco sono le scie chimiche e gli apparecchi TV in alta definizione (HD).

Le scie chimiche sono il mezzo primario di attacco. Le scie chimiche disseminano il cielo con un particolato metallico che conduce le frequenze emesse da HAARP (e possibilmente anche da altri emettitori di onde quali le torri GWEN), diffondendo impulsi SSSS che ci rintontiscono generando in noi sensazioni di disagio, depressione e apprensione.

Lo stratega geopolitico degli Illuminati Zbigniew Brzezinski ha parlato di annebbiare la mente delle persone con onde SSSS nel suo libro "Between Two Ages" (Tra due epoche) del 1970. "Può
essere fattibile – e tentatrice – l’idea di utilizzare per finalità
politico-strategiche i risultati della ricerca sul cervello e sul
comportamento umano.


Gordon J. F. MacDonald, un geofisico che si sta specializzando
nelle applicazioni militari, ha scritto che impulsi a tempo, indotti
artificialmente ed elettronicamente, potrebbero portare ad uno schema di
oscillazioni tali da produrre livelli relativamente alti di elettricità
in certe regioni della terra. In questo modo si potrebbe sviluppare un
sistema che inibirebbe seriamente le prestazioni cerebrali di una gran
parte della popolazione in certe regioni per un lungo periodo di tempo


Potreste avere notato questa sensazione “quasi mortale” nel vostro
vicinato. La mia città natale in Inghilterra appare come se la vita
fosse stata risucchiata via da ogni cosa. Questo è l’effetto delle onde
SSSS.

Ora sorge un problema: se gli Illuminati ci stanno irradiando con le
onde SSSS, utilizzando le scie chimiche, non ne vengono anche loro
danneggiati? Sospetto che la risposta a questo dilemma sia nella
citazione sopraindicata di Brezezinksi: notate che dice “regioni selezionate”.
Considerando quanto sia incredibilmente sofisticata questa tecnologia,
dobbiamo presumere che sia estremamente accurata, quindi in grado di
irrorare vaste aree con le scie chimiche ma di inviare le SSSS solo in
alcune regioni. Per esempio: possono irradiare Londra, ma lasciare fuori
delle aree dell’elite...

Recentemente un attivista londinese della http://thesechangingtimezradio.spruz.com/ ha fatto visita ad una proprietà Rothschild e ha filmato , (oltre alla conversazione con un Rothschild ivi residente ndt)
una scia chimica irrorata sopra la casa. Perché quindi i Rothschild
irrorano anche se stessi? Non ha senso… a meno che SOLO alcune regioni
vengano colpite con attacchi di energia.

La tecnologia 'Sound of Silence' (Suono del silenzio) viene trasmessa anche per mezzo degli apparecchi televisivi ad alta definizione (TV in HD). Le possibilità di manipolazione mentale delle TV in HD sono rivelate da un brevetto statunitense del 2002 intitolato 'Nervous System Manipulation by EM Fields from Monitors'. In esso si legge:

'Many computer monitors and HD TV screens, when displaying pulsed
images, emit pulsed electromagnetic fields of sufficient amplitudes to
cause such excitation. It is therefore possible to manipulate the
nervous system of a subject by pulsing images displayed on a nearby
computer monitor or DIGITAL TV set.'

Ovvero

Molti monitor per computer e schermi per televisioni in alta
definizione, quando mostrano immagini pulsanti, emettono campi
elettomagnetici pulsanti di sufficiente ampiezza per causare tale
eccitazione. E’ quindi possibile manipolare il sistema nervoso di un
soggetto per mezzo di immagini pulsanti che appaiono su un vicino
computer o apparecchio televisivo digitale”.


Il primo uso manifesto delle onde SSSS in apparecchi di comunicazione è stato durante la prima guerra del golfo quando i militari statunitensi hanno utilizzato tale tecnologia per innescare rese di massa tra le fila dei soldati iracheni. Gli
Stati Uniti prima hanno distrutto il sistema di comando e controllo di
Saddam, lasciando all’esercito solo i segnali radio in FM per
comunicare. Gli Stati Uniti hanno messo in piedi un finto sistema di
trasmissione militare iracheno che trasmetteva frequenze 'sound of
silence'.

I media statunitensi hanno soppresso l’informazione su tale tecnologia ma le ITN News di Londra hanno riportato la presenza di ‘incredibili programmi super segreti di operazioni psicologiche PsyOps’. Hanno riportato che tale tecnologie hanno instillato stati emozionali negativi nelle truppe irachene'sensazioni di paura, ansietà, sconforto e mancanza di speranza’. Il giornalista si meravigliava della tecnologia: 'questo
sistema subliminale incredibilmente efficace non dice semplicemente ad
una persona di sentire un’emozione, gliela fa sentire; esso impianta
tale emozione nelle loro menti.'


L’efficacia dell’attacco fu scioccante : le truppe irachene si arresero
in massa. Un presagio di quello che avverrà se noi nell’Occidente
permettiamo che questa tecnologia venga utilizzata contro di noi.

Le stesse onde SSSS adesso vengono diffuse nei nostri salotti attraverso gli apparecchi televisivi ad alta definizione. Questa è la ragione reale per la quale Obama sta firmando delle leggi per elargire sussidi alla gente ed ai canali televisivi affinché si convertano all’alta definizione.

Nella sua prossima campagna Obama non avrà bisogno di ripetere in
maniera idiota la parola 'Spera!' per indurre la vostra approvazione, al
contrario egli invierà automaticamente quell’emozione direttamente
nella vostra testa!

E’ importante rendersi conto che il controllo mentale tramite 'sound of silence' è un attacco globale. Esso viene utilizzato in tutte le nazioni occidentali e dell’est europeo
(e probabilmente anche in altre), molto probabilmente messo in atto
attraverso i servizi segreti che lavorano direttamente per gli
Illuminati.

Edward Tilton, presidente dell’azienda Silent Sounds Inc., uno dei bracci privati della tecnologia SSSS, ha detto in una newsletter del 1996 che 'noi realizziamo nastri e CD per i Governo Tedesco, anche per le nazioni dell’ex Unione Sovietica!'

Questo è un attacco globale da parte di una autorità globale centralizzata, ovvero gli Illuminati.

BACKGROUND

La “Spettro di diffusione del suono del silenzio” ("Silent Sound Spread Spectrum" - SSSS), noto anche come 'S-quad' (quattro S) emette onde elettromagnetiche al di fuori del nostro range uditivo. Dal momento che il nostro cervello è un organo che funziona elettricamente, queste onde danneggiano la nostra coscienza.

Possono anche definire i nostri stati d'animo. Gli scienziati possono
isolare gli schemi particolari delle onde cerebrali che si verificano
quando sentiamo , diciamo "apatia" o "depressione": possono registrarla e
duplicarla come "track". Si può quindi emettere un "track" provocando
lo stato emozionale nell'ignaro individuo

Mentre la maggior parte delle persone penserà che sia assurda
l’esistenza di tale tecnologia, essa è vecchia di almeno 70 anni. Essa
fu menzionata per la prima volta dal creatore della cibernetica, Norbert Weiner, nel suo libro del 1948 'Cybernetics: Or Control and Communication in the Animal and the Machine' (Cibernetica: ovvero il controllo e la comunicazione nell’animale e nella macchina) Weiner racconta i suoi esperimenti del 1942-1947
compiuti esponendo gli individui a campi elettrici di bassa intensità
nella consapevolezza che essi possano modificare il naturale ritmo di
onde elettromagnetiche a bassissima frequenza (onde ELF).

La CIA ha raffinato tale tecnologia nei decenni successivi. Nel suo libro del 1979 “La ricerca del Candidato Manciuriano” ('The Search for the Manchurian Candidate'), John Marks
riferisce che in risposta ad una richiesta fatta in base al Freedom of
Information Act (legge statunitense sulla trasparenza – N.d.T.), la CIA lo ha informato che essi detengono una stanza piena di schede sull’elettromagnetismo e sulle tecniche correlate per alterare il comportamento e stimolare il cervello. L’agenzia (la CIA) si è rifiutata di pubblicare tali documenti ed essi rimangono classificati (segreti).

Questi esperimenti sono andati tutti ben al di là della semplice induzione degli stati d’animo. Per esempio, nel libro l'Elettrica del Corpo (Body Electric) del 1974 il dottor R. O. Becker
riferisce dei suoi esperimenti riusciti per canalizzare la “parola
pronunciata dall’ipnotista”direttamente nella mente inconscia del
proprio soggetto utilizzando onde elettromagnetiche .

Gli Illuminati progettano di controllare la popolazione mondiale attraverso la tecnologia SSSS. Un documento della Commissione di Consulenza scientifica dell’Aviazione Militare Statunitense (USAF Scientific Advisory Board) del 1996,
intitolato 'Prospettive del Nuovo Mondo, il potere nell’Aria e nello
Spazio per il 21esimo secolo (New World Vistas Air and Space Power for
the 21st Century) delinea tale progetto.

'Si può immaginare lo sviluppo di fonti di energia elettromagnetica, la cui emissione può essere pulsata, modulata e focalizzata e che può essere accoppiata con il corpo umano in modo da impedire movimenti volontari dei muscoli, controllare le emozioni (e quindi le azioni), che induca il sonno, che trasmetta suggestioni, che interferisca sia con la memoria breve che con quella a lungo termine, che produca una esperienza e che cancelli un’esperienza.'

CONCLUSIONI

Siamo correntemente sotto attacco da parte di una tecnologia di controllo mentale, la 'sound of silence' propagata attraverso le scie chimiche ed i televisori ad alta definizione (TV in HD). Sebbene sul momento queste onde di energia non siano fatali, esse creano in noi sentimenti negativi e distorcono il nostro pensiero.

Esse indeboliscono le nostre menti e la nostra iniziativa in un periodo in cui gli Illuminati stanno iniziando dei cambiamenti su larga scala verso la loro dittatura mondiale satanica.

Gli Illuminati progettano di aumentare l’uso di queste tecniche di
controllo mentale, ed è possibile che il livello di sofisticazione delle
loro tecniche raggiunga in futuro un livello tale che noi non potremo
più controribattere il controllo delle nostre menti.

Questa non è fantascienza, sta realmente avvenendo. E’ tempo che noi
rinsaviamo e che ci arrabbiamo. Come si permettono di giocare con le
nostre menti? Smascheriamo questi bastardi!"

Ed quindi, di conseguenza... qualche
riflessione allargata ANCHE sul perchè "molti sono addormenati" e non
si "vogliono" svegliare o ...che senso hanno veramente gli psicofarmaci,
come "soluzione" del problema...


traduzione: Corrado Penna, http://www.scienzamarcia.blogspot.com/
Cristina Bassi, http://www.thelivingspirits.net/


Suspect ...stavo leggendo...una prospettiva diversa, ecco... ... che non mi giunge nuova, tra l'altro Cool
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Re: Ah, la scienza, la scienza

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